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Inaugurazione del museo delle api Cavalier Angelo Cappelletti Stampa E-mail
I padri benedettini di Finale Ligure (Savona), nella persona di Padre Giovanni, hanno ricevuto, il 25 gennaio 2009, una data destinata a diventare storica, un inestimabile dono da parte del già Vice presidente FAI Cav. Angelo Cappelletti e della sua famiglia: una collezione, custodita per ben cinquantotto anni, di duemila reperti raccolti in tutto il mondo durante una vita dedicata all’apicoltura. La cerimonia di inaugurazione del museo ha messo in evidenza il filo di solidarietà e di amicizia che lega tante persone, che si incontravano lì per la prima volta o si rivedevano dopo molti anni, provenienti da ogni parte d’Italia e questo filo si chiama Apicoltura. In un paesino arroccato sulle alpi liguri, non poteva esserci luogo migliore, si custodisce a futura memoria e

testimonianza una parte della storia dell’umanità operosa ed industriosa che ha avuto nell’apicoltura un importante mezzo di sostentamento, come ha giustamente sottolineato il prof.  Mauro Pinzauti, dell’Università di Pisa, durante la presentazione in anteprima del progetto di realizzazione di un filmato sull’Apicoltura Ligure da presentare al concorso della prossima edizione di Apimondia. La FAI, sotto la cui egida sono sempre state tenute in seria considerazione le tradizioni culturali, partecipa con entusiasmo alla nascita del Museo delle Api “Cavalier Angelo Cappelletti “ come per altre realtà sparse per l’Italia. Il museo, infatti, è una testimonianza per le generazioni future dell'evoluzione storica culturale-colturale e delle tecniche dell'allevamento apistico, frutto del lavoro e dell'ingegno degli Apicoltori che ci hanno preceduto. In questo momento particolarmente difficile per gli apicoltori, a causa di tante pressioni negative che si chiamano abuso di pesticidi, importazione di nuove patologie, inquinamento genetico, sovvertimenti climatici, parte dall’oratorio della parrocchia di San Giorgio in Vezzi Portio (SV) un invito che non è soltanto un grido di speranza ma è un richiamo alla correttezza nei comportamenti. Ciascuno di noi può fare molto per se stesso e per gli altri, come apicoltore e come coinquilino del pianeta terra, la consapevolezza di avere le mani non solamente in un’attività da reddito ma nell’equilibrio stesso della natura, da cui noi tutti dipendiamo, ci assegna una grande responsabilità cioè il rispetto delle regole che da sempre governano gli equilibri naturali. Custodiamo e miglioriamo quello che abbiamo: “ L’Ape “ delle nostre valli e delle nostre isole, un patrimonio accumulatosi in migliaia di anni in modo ordinato e perfettamente integrato in ogni luogo. Difendiamolo innanzi tutto dalla follia e dalla stupidità di noi stessi.

Vincenzo Stampa



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