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La scelta dell'arnia Stampa E-mail
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La scelta dell'arnia
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Successivamente, all’inizio degli anni ottanta, a causa di una nuova esigenza anzi direi emergenza, l’arrivo della Varroa, venne adottato il fondo di rete come mezzo per contrastare l’infestazione.   
Il fondo di rete a tutta apertura (vedi paragrafo relativo) portò dei notevoli vantaggi sull’economia dell’alveare infatti attraverso le maglie della rete sfuggono via non soltanto le varroe cadute accidentalmente ma, anche l’umidità, l’anidride carbonica, le rosicchiature di opercolo, le briciole di polline ecc.
In poche parole l’ambiente alveare si mantiene più salubre e più pulito con meno lavoro da parte delle api inoltre, è assicurato l’indispensabile ricambio d'aria e quindi d'ossigeno per la respirazione.                       
A questo punto la porticina a tutta apertura ha perso significato, il passo successivo quindi è stato il suo restringimento nella posizione “invernale“ ma, non centrale, bensì laterale ed esattamente a sinistra di chi guarda l'alveare.
Questa posizione risulta particolarmente vantaggiosa in autunno-inverno perché induce le api a formare il glomere sul lato più soleggiato dell’arnia, la parete esposta ad ovest, ed è sufficiente al passaggio delle api anche durante un intenso raccolto primaverile-estivo.

Ulteriore miglioramento
L’innalzamento della posizione della porticina, che rappresenta l’ultimo passaggio, si è resa necessaria dopo avere constatato il ritardo delle api a riprendere il lavoro al mattino presto anche con adatta temperatura esterna e la difficoltà a controllare l’ingresso che rimane freddo e senza guardia sia durante la notte sia nelle prime ore del giorno. Infatti, durante la notte le api seguono il calore verso l’alto dell’alveare ed al mattino sono restie ad attraversare la zona fredda per raggiungere il predellino di volo, così iniziano il lavoro in ritardo aspettando che il sole la scaldi.

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