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A Lazise la FAI chiede di Legalizzare l’ Ossalico Sublimato Stampa E-mail
La sperimentazione sull' API-BIOXAL ®, tesa a rendere legale e commercializzabile l’acido ossalico per i trattamenti antivarroa in apicoltura, dovrebbe essere ampliata anche al metodo sublimato che garantisce ottimi livelli di efficacia e costi sostenibili anche dagli Apicoltori professionisti. A richiederlo la FAI – Federazione Apicoltori Italiani che, nel corso del 31° Convegno Internazionale di Apicoltura, svoltosi a Lazise sul Garda (Verona), si è fatta

interprete di un’attesa diffusa presso gli operatori di grande dimensione aziendale. “Sappiamo, ha detto il presidente Raffaele Cirone , che vi sono comprensibili resistenze, da parte della Sanità Pubblica Veterinaria, dovute al rischio che tale metodo può rappresentare per gli operatori (i vapori di acido ossalico sublimato possono costituire un pericolo per la salute degli operatori), ma tali rischi possono essere opportunamente contrastati con l’adozione dei cosiddetti DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), sull’esempio di quanto già accade nel mondo agricolo in caso di impiego di prodotti fitosanitari. Per contro, ha sottolineato ancora il presidente della FAI , con l’adozione di un tale metodo di somministrazione dell’acido ossalico negli alveari, si potrebbe salvare una quota consistente del patrimonio apistico nazionale detenuto dagli apicoltori professionisti che non vedono, a ragione, nel metodo gocciolato (l’unico attualmente autorizzato), un trattamento sostenibile sia dal punto di vista economico, sia da quello tecnico”. La risposta della casa produttrice del formulato API-BIOXAL ® non si è fatta attendere: nel corso del convegno organizzato dalla FAI, Gianfranco Cadeddu, direttore commerciale della Chemicals Laif, ha dichiarato dinanzi al folto pubblico di Apicoltori presenti che è tecnicamente percorribile l’ipotesi di sperimentazione di un formulato specifico, sempre a base di acido ossalico , per l’impiego in forma sublimata. In tal senso la FAI – Federazione Apicoltori Italiani avanzerà, nei prossimi giorni, una specifica richiesta al Ministero della Salute, affinché si tengano in debito conto le diverse condizioni climatiche e di consistenza aziendale in cui si trovano ad operare gli Apicoltori professionisti intenzionati a rispettare un percorso legale per l’impiego di acido ossalico .



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