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Apimondia Italia: Mensile di Apicultura il numero 5-6 2010 Stampa E-mail
Il nuovo anti-varroa a base di acido ossalico è già disponibile sul mercato. Può essere richiesto dalle Associazioni e impiegato dagli Apicoltori dando la propria adesione ad una sperimentazione, richiesta dal Ministero della Salute. E’ questa l’unica via possibile nel rispetto delle norme sul farmaco veterinario. Gli Apicoltori hanno corso il rischio di essere tutti messi in mora, ma grazie all’intervento delle Organizzazioni apistiche è stata trovata una soluzione che porterà, nei prossimi sei mesi, alla libera 

commercializzazione di questo nuovo acaricida. APIMONDIA Italia pubblica il modulo per la richiesta dei quantitativi del nuovo formulato, in base al numero degli alveari effettivamente detenuti. Fondamentale il ruolo delle Associazioni territoriali che possono organizzare la distribuzione in collaborazione con un Medico Veterinario di loro fiducia. L’insidia che si sta propagando in tutta Europa: nuovi studi, effettuati da un team di ricercatori danesi, hanno misurato l’indice di diffusione del virus della paralisi acuta negli alveari. Ora si valutano possibili contromisure selezionando ceppi di api resistenti alle virosi. C’era l’opercolo: un gruppo di Apicoltori professionisti ha valutato l’efficacia di svariati sistemi di torchiatura, per estrarre miele di raffinata qualità dagli opercoli. Un inedito percorso tra centrifughe, presse e torchi e un ricco compendio di consigli pratici su come fare per ottenere un diverso tipo di prodotto apistico: il miele torchiato, da noi poco conosciuto. Vi ricordate i bugni villici? Forme ormai arcaiche di allevamento delle api che andranno presto in pensione. Un esperto siciliano ci dice come si opera il travaso che metterà le api in condizione di proseguire la loro attività in moderne arnie razionali. Dopo la disastrosa annata produttiva sull’acacia, uno studio scientifico mette in luce la grande utilità della Robinia come legno da biomassa, oltre che come essenza capace di garantire un miele di pregio. Un ulteriore elemento che si aggiunge al già ricco quadro di cui l’apicoltura multifunzionale è espressione. Un’essenza, la Robinia, che va ancor più diffusa sul nostro territorio. Guardare alle esperienze degli altri e fare apicoltura in Israele: un reportage dalla terra del latte e del miele con una fotografia d’attualità sull’efficienza di una piccola ma agguerrita realtà produttiva che ha messo l’ape italiana Ligustica al centro dei programmi governativi di sviluppo del comparto. E per chi non rispetta le regole su sanità e nomadismo, c’è poco da scherzare: gli alveari saranno costretti al confino in zone con scarsa fioritura. Fuco Fico non manca l’appuntamento con la croncaca apistica, dopo aver letto che i Carabinieri hanno messo in fuga una banda di ladri travestiti da apicoltori. Raffaele Cirone, infine, nel suo editoriale, spiega per quali ragioni la vicenda degli acidi organici è da ritenersi un successo organizzativo conseguito nell’interesse di tutta l’apicoltura italiana. E’ facile criticare, ma non si può dimenticare che l’apicoltura è un settore che deve essere legalizzato per evitare concorrenza sleale tra operatori e pesanti sanzioni agli Apicoltori più ingenui. E’ con questi ingredienti che va in distribuzione in questi giorni l’ultimo numero di Apimondia Italia, il Mensile di ApiCultura della FAI – Federazione Apicoltori Italiani. Se non siete ancora abbonati non perdete tempo: basta un messaggio di posta elettronica per attivare l’invio, a titolo completamente gratuito, dei primi tre numeri di prova.

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