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Primo Maggio dell’ Apicoltura : il Lavoro che non ha Sosta Stampa E-mail
Stanno sopportando perdite del 50% dei loro alveari che trovano spopolati e destinati a morte sicura proprio all’inizio della primavera, si prendono cura delle famiglie più deboli, le accudiscono e le rinforzano con scorte alimentari, le trasportano dove si annunciano abbondanti fioriture. Aprono un alveare per volta, estraggono favo per favo controllando la presenza di scorte di miele e polline, la presenza di un’ape regina feconda, lo sviluppo della covata, l’entità di

un numero adeguato di api operaie. Controllano sistematicamente gli andamenti meteorologici, la presenza e la disponibilità di fioriture abbondanti e non trattate chimicamente, somministrano integratori alimentari, scrutano la biologia di ciascuna famiglia, percepiscono sintomi, praticano biotecniche e trattamenti terapeutici contro le numerose malattie delle api. Studiano l’etologia di un insetto, lo indagano fino a comprenderne ogni movimento, stimano con precisione l’età delle api, la bontà di ciascun fiore, la pericolosità di parassiti e nemici naturali. Contagiano ogni giorno, della loro straordinaria passione, chiunque abbia la fortuna di venir loro in contatto, raccontano i segreti dell’alveare, analizzano il mercato dei prodotti che a fine stagione dovranno commercializzare, si incontrano in appuntamenti tecnici, leggono e si documentano, organizzano convegni, sostengono l’associazionismo con il volontariato, si confrontano con le Istituzioni pubbliche e portano il biglietto da visita dell’ape in ogni pezzo di società: nelle scuole e nelle università, nelle carceri, nelle comunità terapeutiche, nelle piazze, nei Paesi poveri e nei supermercati. I loro famigliari non ci fanno più caso: genitori, mogli, compagne, sorelle e figlie sanno che il mestiere dell’ Apicoltore richiede tutto questo. Si leva all’alba, si corica a sera tardi, mangia frugalmente e altro non fa se non gesti sapienti che si tramandano di generazione in generazione, da allevatore anziano ad allevatore giovane: è il mestiere che la FAI – Federazione Apicoltori Italiani, con le sue Associate, difende e salvaguarda ogni giorno da oltre cinquant’anni. Auguri a chi anche oggi, Festa del Primo Maggio , non conosce sosta: perché l’ape vola ogni giorno, come ogni giorno vede levarsi il sole.

Foto: © Hubert Ausserer



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