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Apicoltori Turchi pronti a confrontarsi con il Mercato Italiano Stampa E-mail
L’Unione degli Apicoltori Turchi (TAB)-Associata Apimondia, ha l’obiettivo di raggiungere - nel medio periodo - la produzione annua di 200.000 tonnellate di miele, contro le 83.000 tonnellate attuali, mentre l’export dovrebbe raggiungere la cifra di 50.000 tonnellate contro le 2.000 odierne. A darne notizia il quotidiano “Zaman”, secondo il quale sono oltre 4,9 milioni gli alveari turchi in produzione (circa cinque volte più di quelli italiani), detenuti da 40.445 Apicoltori. La Turchia è il secondo paese al mondo per

produzione di miele dopo la Cina, anche se in passato il mercato locale è stato colpito da alcuni fenomeni di contraffazione alimentare (miele miscelato con additivi o sciroppi) che hanno anche limitato non solo le vendite nazionali, ma soprattutto le esportazioni. La Turchia è particolarmente interessata ad entrare nel lucrativo mercato europeo che assorbe annualmente almeno 240.000 tonnellate di miele. E’ per questa ragione che la TAB sta iniziando a confezionare il miele prodotto dai propri associati allo scopo di vendere a prezzi più competitivi e garantire ai produttori prezzi più alti di quelli attuali (i commercianti locali pagano agli Apicoltori 5 Lire turche - circa 2,50 euro - per un chilo di miele, mentre lo rivendono ad un prezzo oscillante fra 17 e 30 lire turche al chilo, ovvero 8,50/15,00 euro al chilo). La FAI – Federazione Apicoltori Italiani, nel ringraziare Roberto Luongo (Direttore ICE – Istituto del Commercio Estero di Istanbul) per questa sua corrispondenza, ricorda che proprio nel corso del 2009 la Turchia ha siglato i primi accordi commerciali con l’Italia. Seppure il quantitativo sia stato modesto, abbiamo aperto le nostre frontiere all’ingresso di 42.000 chilogrammi di miele, per un controvalore di 79.800 euro (dati Istat). Non essendo stata registrata – evidenzia ancora la FAI – alcuna transazione nel corso dei tre anni precedenti, è questo il segno che la Turchia si sta proponendo come partner commerciale orientato non solo al mercato europeo, ma anche di quello italiano che, come è noto, è dipendente dall’import per il 50% del proprio fabbisogno nazionale.

Visita il sito dell’Unione Apicoltori Turchi www.tab.org.tr



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