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Varroa : ASL Lodi prende posizione a favore dell’ Ossalico Stampa E-mail
Le api muoiono perché nessuno ha finora avuto il coraggio di dire come stanno davvero le cose. Basta leggere la nota, inviata in questi giorni al Ministero della Salute dal dottor Giuseppe Granata , Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria ASL della Provincia di Lodi , per capire che finora sono in tanti, forse troppi, ad aver rinunciato a guardare in faccia alla realtà del settore apistico. «In merito al comunicato in data 13/03/2010 del Ministero della Salute , avente

per oggetto “ Uso di sostanze farmacologicamente attive contenenti acido ossalico ”, premesso che nel territorio della ASL della Provincia di Lodi non esiste più da anni un apiario che non sia infestato da varroa proprio perché i prodotti regolarmente autorizzati si sono dimostrati inadeguati, l'infestazione è da considerarsi endemica e la farmacoresistenza relativa a questi prodotti è stata rilevata da tutti gli operatori del settore. Considerato che dobbiamo dare agli Apicoltori della Provincia le indicazioni relative ai trattamenti antivarroa da effettuarsi in collaborazione con le Associazioni di categoria e sotto il controllo del Servizio di Sanità Animale del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria, chiediamo, per garantire la sopravvivenza degli alveari, che venga autorizzato l’utilizzo in deroga dell’acido ossalico in attesa che venga posto in commercio un farmaco, regolarmente autorizzato, a base di acido ossalico o altra sostanza farmacologicamente attiva». Una presa di posizione – secondo la FAI – Federazione Apicoltori Italiani – chiara e responsabilmente orientata a salvaguardare il patrimonio apistico esistente su un altro di quei territori dove la collaborazione tra allevatori di api e autorità della Sanità Pubblica Veterinaria, non hanno mai ceduto il passo all’elusione delle normative vigenti ma, semmai, alla decisa volontà di superare una situazione di grave emergenza e nel pieno rispetto delle indicazioni fornite dall’Assessorato Regionale alla Sanità della Regione Lombardia.


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