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Apenet : Fiume di Soldi alla Ricerca, ma le Api muoiono ancora Stampa E-mail
E' nato come strumento di monitoraggio dell’entità e delle cause della morìa delle api , ma si sta trasformando in un sostanzioso finanziamento alle strutture che fanno ricerca e non in un vero baluardo a difesa degli alveari. E' questo il comune sentire degli Apicoltori sul progetto Apenet , emerso nel corso del convegno che la FAI – Federazione Apicoltori Italiani ha organizzato sul tema “IL BENESSERE DELL’ALVEARE”. Un disappunto

comprensibile, raccolto in diretta da Giusy Pascucci (nella foto), giornalista del quotidiano economico Italia Oggi, che all’indomani del convegno ha pubblicato un’inchiesta sullo stato dell’arte di uno strumento d’indagine scientifica grazie al quale le api sarebbero tornate nelle nostre campagne. In effetti le morìe primaverili di api proseguono perché i nenonicotinoidi non vengono usati solo nei campi di mais (ma anche sugli agrumi, sull'olivo, sugli ortaggi e nella manutenzione del verde pubblico). Se poi guardiamo alle mortalità invernali di alveari, quelle derivanti da cause sanitarie (le api sono colpite da molteplici e difficilmente curabili patologie), i dati destano ulteriore motivo di preoccupazione: anche quest'anno il 50% degli alveari italiani stanno soccombendo, all'uscita dall'inverno, per colpa di malattie che nessuno è ancora in grado di dire in che modo possano essere prevenute, diagnosticate e curate: 500.000 alveari distrutti, è questa la stima del danno che subirà quest'anno il patrimonio apistico nazionale. Un contesto talmente grave che spiega il perché del malessere che gli Apicoltori testimoniano quotidianamente. Ecco perché la FAI chiede che Apenet torni ad essere uno strumento di monitoraggio dell’entità e di tutte le cause della morìa delle api, capace di fornire dati e risposte concrete su come salvare gli alveari e non solo quando a colpirle sono gli agrofarmaci. Il progetto, pertanto, va immediatamente rimodulato di concerto con il Ministero della Salute e messo in condizione di sospendere sì i prodotti chimici mortali per le api , ma anche e soprattutto di orientare gli allevatori inermi dinanzi alla grave situazione sanitaria nella quale versa l’intero patrimonio apistico nazionale. Apenet non può prescindere dall'impegnare le sue risorse, umane e finanziarie, nel contrasto alla vera e principale causa di morìa delle nostre api: ne va del futuro dell'ape italiana Ligustica Spinola , regina della biodiversità e ormai a rischio di estinzione. Altro che api tornate nelle nostre campagne: quelle di importazione, magari, cinesi, australiane, sudamericane e non certo l'ape di casa nostra.

© Foto Stefano Dal Colle

 

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