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Giuseppe Diegoli : Sanità delle Api, l' Emilia Romagna fa così Stampa E-mail
Per garantire il benessere degli alveari servono piani integrati - lo dice l’esperienza fatta in altri comparti zootecnici – tesi a definire ruoli e funzioni, attorno ad un tavolo di concertazione, per stabilire che cosa gli Apicoltori debbono aspettarsi dal Servizio Pubblico e che cosa il Servizio Pubblico debba richiedere agli Apicoltori. Sta andando in questa direzione il percorso che l’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna ha intrapreso  quando, nel 

2008, si sono verificate le prime grandi morìe di alveari. Giuseppe Diegoli , responsabile dei Servizi Veterinari regionali, ne ha parlato con precisione “chirurgica” nel corso del convegno nazionale che la FAI – Federazione Apicoltori Italiani ha organizzato in occasione dell’ Apimell . “Innanzitutto gli Apicoltori entrano di diritto tra gli allevatori di tutte le specie zootecniche – ha spiegato Diegoli – e come tali sono assoggettati a controlli, ma hanno anche l’esigenza di avere dei piani di contenimento delle patologie che colpiscono il settore e indicazioni tecniche per risolvere i problemi che li affliggono”. Per contemperare queste esigenze – ha ribadito il rappresentante dell’Assessorato alla Sanità dell’ Emilia Romagna - il Veterinario pubblico (in Emilia Romagna ne sono stati formati due per ciascuna ASL) deve saper fare una diagnosi di peste, individuare le arnie colpite, distruggerle e proporre piani di risanamento che consentano la risoluzione rapida del problema. A queste condizioni di base, però, debbono corrispondere quelle di un Apicoltore disposto a rispettare le norme come in tutti gli altri settori zootecnici: quando un principio attivo ha effetto farmacologico deve essere registrato, quando si utilizza un farmaco in deroga occorrono ricetta e tempi di sospensione, quando c’è una patologia la si deve denunciare”. Queste sono le regole di convivenza che debbono disciplinare il rapporto tra Veterinari e Apicoltori , perché i piani sanitari integrati sono l’unica soluzione ai problemi che colpiscono l’allevamento delle api. “Occorre infatti affrontare per la prima volta in maniera razionale - ha insistito il rappresentante della Sanità pubblica veterinaria dell’ Emilia Romagna - la situazione di un settore dove l’indipendenza dei singoli allevatori e delle Associazioni non ha favorito, finora, una politica condivisa. Da queste considerazioni è scaturita dunque l’esigenza di costituire un tavolo permanente, che programmasse in maniera uniforme le attività del comparto apistico regionale, definendo modalità di utilizzo dei farmaci, attività di prevenzione delle patologie e di controllo del territorio”. Al Tavolo promosso dall’ Emilia Romagna, che è l'oggetto di una delibera di questi giorni, parteciperanno il Servizio sanitario regionale, le Aziende USL, l’Assessorato all’Agricoltura, le Associazioni degli Apicoltori , i Centri di Ricerca e le Province. Un esempio che, ad avviso della FAI – Federazione Apicoltori Italiani , deve essere prontamente ripreso da tutte le altre Regioni che non si sono ancora attivate per affiancare gli Apicoltori e salvaguardare il patrimonio apistico in condizioni di grave degrado sanitario.

© Foto Stefano Dal Colle





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