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Apimell Convegno Nazionale FAI : Il Benessere dell' Alveare Stampa E-mail
“Lo stato di salute degli alveari torna a destare grande preoccupazione. I prodotti in grado di tenere a bada le malattie delle api non sempre garantiscono efficacia. Il rapporto con i medici veterinari va riportato su un piano dialettico dal quale scaturisca collaborazione e non conflitto. Condizione essenziale per il bene di tutta l’apicoltura italiana”  Anche quest'anno i neonicotinoidi non procureranno le gravi perdite primaverili negli alveari posizionati a ridosso dei campi di mais : la sospensione

sarà la nostra unica certezza per il 2010. Ora però, è lo stato sanitario in cui versano le api a destare grande preoccupazione: purtroppo, non è vero che le api sono tornate a volare nelle nostre campagne e le cose vanno male in tutta Italia. Diverse e nuove manifestazioni patologiche si stanno sommando di anno in anno, l'efficacia dei prodotti (autorizzati e non) viene sempre meno, la recrudescenza della varroasi è tornata a manifestarsi in tutta la sua gravità. Stando alle previsioni, il patrimonio apistico nazionale ha già subito e continuerà a subire perdite di circa il 50% di alveari . Gli Apicoltori operano, loro malgrado, in questo contesto e tentano, a qualunque costo e con qualunque mezzo, di salvare gli alveari da morte certa. Serve dunque una presa di coscienza: i Servizi Veterinari sono i soli in grado, se adeguatamente formati alle tematiche tecnico scientifiche della patologia apistica, a condurci per mano verso un piano sanitario efficiente ed efficace. Gli Apicoltori , in tal caso, avranno il compito di attuarlo solo dopo averlo concordato con chi, a norma di legge, deve dirci cosa dobbiamo fare per salvare le nostre api dal cappio mortale di patologie subdole, spesso incurabili, di certo capaci di resistere a principi attivi e metodi più o meno ortodossi. La morìa delle api ha dunque una causa principale che è sanitaria e che interessa la totalità degli alveari esistenti sul nostro territorio; d'altro canto, gli adempimenti previsti dal Regolamento di Polizia Veterinaria sono sorpassati e per buona parte inapplicabili, manca l'Anagrafe Apistica nazionale, non tutti i Servizi Veterinari delle ASL possono assicurare disponibilità e personale preparato; gli Apicoltori si vedono spesso costretti a sconfinare in “pratiche” artigianali, vista anche la scarsa disponibilità di principi attivi capaci di debellare le malattie dell' alveare ; tali comportamenti vengono sempre più “attenzionati” e “repressi” dalle Autorità competenti. È giunto il momento, ad avviso della FAI - Federazione Apicoltori Italiani , di dire chiaramente che serve un incontro costruttivo tra le competenze degli Apicoltori e quelle dei Veterinari . Il reciproco rispetto tra questi due soggetti, il periodico confronto, la messa a punto di azioni concertate e concentrate verso un unico obiettivo che resta quello di tutelare la salute delle api, è il solo percorso possibile in una situazione di gravissima compromissione del benessere delle api . Semplificazione normativa, fiducia reciproca, correttezza dell’operato, sono elementi primari che possono cambiare il futuro dell' apicoltura e garantire un'azione comune tesa a salvare l'ape italiana da quei nemici che finora la stanno facendo soccombere. È di questo che parleremo, in occasione della 27° edizione del Convegno nazionale della FAI, dando voce ai principali protagonisti delle Istituzioni, della Ricerca e dell'Associazionismo apistico nazionale e regionale.


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