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Apicoltura e Agricoltura debbono imparare a convivere Stampa E-mail
Apicoltura e Agricoltura sono due mondi che debbono convivere e svilupparsi in maniera sostenibile, sia dal punto di vista ambientale, sia economico. Queste le conclusioni cui si è giunti nel corso del convegno “ Api o mais ? Meglio api e mais ”, organizzato da Il Sole 24 Ore - Business Media, in collaborazione con il settimanale agricolo Terra e Vita , presso palazzo Marini di Roma. L’evento è stato occasione per mettere a confronto mondo scientifico, politico e rappresentanti del

settore apistico e del mais. Sono stati illustrati i primi risultati del progetto Apenet sul monitoraggio e la ricerca in apicoltura e su un punto hanno convenuto tutti i partecipanti: le cause della morìa di api sono molteplici: i fitofarmaci usati in maiscoltura hanno sicuramente un impatto, ma è necessario capirne l'entità e soprattutto trovare alternative che non mortifichino l’economia del comparto. Secondo Luca Bellotti, esponente del Pdl e della Commissione agricoltura della Camera «è importante evitare emozione e sensazionalismo, nonché una deriva ambientalista su questo tema. Al contrario - ha affermato - è necessario quantificare l’entità del danno e trovare le cause, anche confrontandosi con i dati provenienti dagli altri Paesi Ue. Provvedimenti eccessivamente precauzionali, se non supportati da elementi oggettivi, - ha concluso - rischiano di non risolvere i problemi, ma di aggiungerne altri all'economia del comparto mais». Raffaele Cirone , intervenuto al convegno in rappresentanza della FAI – Federazione Apicoltori Italiani , ha confermato che il 2008 è stata la peggiore annata apistica degli ultimi anni, perché si è determinato un andamento fortemente siccitoso che ha innescato un interesse da parte delle api per le guttazioni del mais (unica fonte idrica in certi areali) e per il polline di questa piante (unica fonte alimentare e proteica nelle zone dove mancano altre fonti mellifere e pollinifere). Ciò ha certamente contribuito a determinare morìe primaverili. Dal progetto Apenet , tuttavia, il mondo apistico attende ulteriori risultati, non solo in proposito a quelli che sono i problemi del prodotto chimico utilizzato per la coltivazione mais, ma soprattutto per dare risposte alle criticità del nostro patrimonio apistico che sono prevalentemente legate alla salute delle api. «Su questo chiediamo – ha ribadito Cirone - che si faccia immediatamente focus con i ministeri competenti anche attraverso lo strumento Apenet . Noi non siamo per lo scontro e la contrapposizione con i colleghi agricoltori. Abbiamo impiegato 80 anni – ha ricordato il presidente della FAI - per sancire il principio legislativo che apicoltura a tutti gli effetti è agricoltura e oggi siamo orgogliosi di poterci definire agricoltori. E’ assurdo immaginare che noi Apicoltori con gli Agricoltori vogliamo scendere allo scontro. E dunque se ci chiedete se scegliamo api o mais, noi vi risponderemo api , mais e soprattutto api e agricoltura. Nel reciproco rispetto di queste due figure professionali che sono complementari e indispensabili per l’economia e per l’ambiente».

Foto : © quiromafotoblog


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