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Lí Ape e il Vento : un Cortometraggio di Massimiliano Camaiti Stampa E-mail
PerFiducia è un progetto sostenuto dal Gruppo Intesa Sanpaolo , volto a realizzare e promuovere cortometraggi a firma di registi emergenti. L’iniziativa ha visto alcuni grandi del cinema italiano - Olmi, Salvatores e Sorrentino - scegliere ciascuno un giovane autore cui affidare il testimone della continuità. Nel dialogo,  la premessa per creare fiducia : ecco perché i protagonisti dei tre “corti” vincono la diffidenza grazie alla loro capacità di ascolto e di confronto con gli altri. Girato in Val Maira (Piemonte, in provincia di Cuneo) “ L’ ape e il vento ” narra l’incontro

quasi magico tra un ragazzo – che viene punto da un’ ape durante un viaggio di lavoro -  e un anziano contadino. Il regista di questo cortometraggio è Massimiliano Camaiti , presentato da Gabriele Salvatores. Romano, classe ‘77, Camaiti è stato premiato in rassegne internazionali di cinema e per aver collaborato alla regia di alcune fiction televisive. In “ L’ Ape e il Vento ” Matteo (Elio Germano), giovane ingegnere specializzato in impianti eolici, torna tra i monti che l’hanno visto bambino per valutarne la ventosità e quindi i possibili sviluppi della sua impresa. Intorno c’è una grande serenità, rotta solo dal ronzare di un’ ape che gli vola sulla mano e lo punge, sulla via del ritorno, costringendo la macchina ad una imprevista sbandata sul fossato innevato (per la cronaca una FIAT 16 4x4 che, a dire il vero, non ci fa una bella figura come mezzo fuoristrada). A Matteo non resta che raggiungere il vicino casale per chiedere aiuto. E’ qui che incontra Giulio (Philippe Leroy), un anziano contadino che lo cura, come da tradizione contadina, con un aglio anti-gonfiore, dando peraltro prova di ottime conoscenze sulla vita delle api . Giulio sembra vivere, tuttavia, in un suo mondo surreale e, dopo aver aiutato Matteo a liberare la macchina grazie ad un vecchio trattore (sempre e coraggiosamente FIAT), lo invita a cenare in sua compagnia. Il giovane ingegnere decide che sia giusto fermarsi per la notte in quella casa piena di memorie, sentimenti e nostalgia e finisce, l’indomani, col ritrovare la tomba di suo padre, in un minuto camposanto invernale tra i cui fiori le api trovano ristoro. La FAI – Federazione Apicoltori Italiani , rende omaggio all’operato del regista, degli attori e del Gruppo Intesa Sampaolo per aver promosso, con questo piacevole e meritevole cortometraggio, la cultura contadina del nostro Paese ed elevato a suo simbolo l’ ape che ancora sopravvive nei nostri territori.



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