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Sanità delle Api : l’ Emilia Romagna studia un Piano Integrato Stampa E-mail
Varroasi, impiego di agrofarmaci in agricoltura e crescita dell’incidenza delle altre patologie apistiche: sono questi i principali problemi che affliggono l’ apicoltura e che impongono, di conseguenza, l’adozione di un piano integrato igienico sanitario . A lavorare su questo fronte i Servizi Veterinari della regione Emilia Romagna , di concerto con le principali Organizzazioni nazionali e territoriali degli apicoltori e con gli Istituti di

referenza scientifica. Se ne parla ormai da  mesi e si è prossimi alla definizione di un documento di lavoro che tenta, di dare continuità di azioni alla delicata tematica riferita alle malattie e alla salute delle api, come pure alla qualità dei prodotti dell’alveare e alla salute dell’allevatore di api come dei consumatori. Pur con i vari distinguo che emergono da diversi modi di intendere “l’etica in apicoltura” e la lotta alle malattie delle api , l’esperienza emiliano-romagnola è di portata innovativa, di certo tra le prime di questo tipo ad essere messa in campo in apicoltura. Ove il documento, in via di definizione proprio in questi giorni (il 17 novembre 2009 è stato convocato dalla Regione Emilia Romagna il gruppo di esperti che lavorano al progetto) dovesse trovare l’approvazione della maggioranza dei soggetti, la politica sanitaria apistica nazionale si arricchirebbe di un ulteriore modello, sicuro spunto di confronto con quanto già si sta facendo in altre regioni. Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto-Adige e Friuli Venezia Giulia sono territori dove la salute delle api trova supporto autorevole, concreto e qualificato, da parte della Sanità Pubblica. L’ Emilia Romagna pare aver colto il senso delle altrui esperienze, quando propone la costituzione di un Tavolo regionale permanente che dovrà essere presieduto da rappresentanti delle Organizzazioni degli Apicoltori , dell’Assessorato Regionale alla Sanità , dell’Assessorato all’Agricoltura e del Servito Fitosanitario, dell’Istituto Zooprofilattico, della Facoltà di  Medicina Veterinaria, dell’Università di Bologna  e del CRA API, l’Unità di Ricerca che fa capo al Ministero delle Politiche Agricole. Sembra invece meno determinata, la linea regionale finora emersa, in merito alla questione “antibiotici in apicoltura”. Il gruppo di lavoro, non va dimenticato, è stato convocato anche su pressione di una componente importante dell’apicoltura romagnola che chiede maggiore “elasticità” nella gestione produttiva dei propri allevamenti intensivi.



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