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Lazise : il Contributo dell’Italia al Congresso Apimondia 2009 Stampa E-mail
Spenti i riflettori sul 41° Congresso Mondiale di Apicoltura, è ora di tirare le somme delle quattro, intense giornate dedicate a tutto ciò che ruota intorno al mondo delle api. Se ne è parlato, per la prima volta in forma ufficiale, a Lazise sul Garda in occasione del convegno internazionale che la FAI ha organizzato nell’ambito della manifestazione “I Giorni del Miele”. Decisamente importante la partecipazione italiana: hanno presentato 

relazioni Franco Mutinelli , coordinatore del Progetto nazionale “Apenet” per il monitoraggio dello spopolamento degli alveari in Italia; Piotr Medrzycki dell’Unità di Ricerca in Apicoltura e Bachicoltura di Bologna, che ha ipotizzato una correlazione tra temperatura nei nidi e spopolamenti; Pierangelo Bernaro, veterinario in forza all’Unione Europea, con una testimonianza sui protocolli adottati dall’UE per la movimentazione di materiale genetico in Apicoltura; Andrea Mengassini , del laboratorio di ricerche apistiche “DNApi” con una relazione sulla facelia, ottima pianta mellifera ma potenzialmente dannosa per l’ambiente; Elena Pichichero, del Centro Ricerche Miele – Università di Roma - Tor Vergata, che ha presentato i risultati di uno studio in vitro su cellule tumorali trattate con biomolecole ottenute dal miele e Riccardo Jannoni-Sebastianini, Segretario Generale di Apimondia, con una relazione sulle potenzialità dell’Apicoltura nelle aree rurali in via di sviluppo. Anche la sezione “Poster” ha visto la partecipazione di molti ricercatori italiani: Daniela Laurino, Marco Porporato e Monica Vercelli, dell’Università degli Studi di Torino, sulle metodiche di filth-test per la determinazione della qualità del miele, sui metodi geomatici per la misurazione degli alveari e sull’Apicoltura nella regione del Sahel (Africa); Antonio Nanetti, del CRA-Api, sugli effetti dei cambiamenti climatici in Apicoltura e sulle dinamiche della varroa post-inverno; Mauro Veca, libero professionista, sull’effetto della temperatura negli alveari durante il periodo estivo e con un lavoro sui primi esperimenti di controllo biologico ed integrato della varroa in Argentina; Domenico Vicari e colleghi, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, su un progetto di biomonitoraggio ambientale nell’isola tramite le api; Mauro Pinzauti, Antonio Felicioli, Matteo Giusti e colleghi dell’Università degli Studi di Pisa, su un progetto di biomonitoraggio dei metalli pesanti in Italia centrale tramite l’Apoideo Osmia rufa e sulla tossicità del timolo e dell’inaloolo su varroa e api; Silvia Sponza dell’Università di Udine, con un lavoro sui metaboliti contenuti nel miele prodotto da fioriture di Salvia officinalis in Croazia; Andrea Besana del CONAPI, con un poster riguardante la metodica di ingabbiamento delle regine nel controllo della varroa; Elena Bessi dell’Advanced Analytical Technologies, che si interroga sulle relazioni tra flora microbiotica intestinale e stato di salute delle api; Marco Lodesani, Laura Bortolotti e colleghi, dell’Unità di Ricerca in Apicoltura e Bachicoltura di Bologna, con una review sul progetto Apenet e con un lavoro sperimentale sulle potenzialità di funghi entomopatogeni per il controllo della varroa; Giovanni Formato e colleghi, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, che hanno testato diversi metodi per il controllo della peste europea; Anna Granato e colleghi, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, con un saggio sulle tecniche molecolari di determinazione per le spore di Nosema.



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