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Decodificato negli USA il Genoma del Nosema ceranae Stampa E-mail
Un organismo vivente caratterizzato da una ventina di cromosomi e da più di 2600 geni codificanti: è quanto necessario per definire il Nosema ceranae, il fungo microsporidio che è uno dei principali candidati quale concausa della SSA – Sindrome da spopolamento degli alveari.  Questi i numeri che emergono dalla decodifica del suo genoma, un lavoro importante portato a termine dai ricercatori americani del famoso Bee Research Lab del Maryland, in

associazione con l’Università di Columbia - New York, e con il Centro Ricerche americano della Roche Farmaceutici nel Connecticut. L’articolo, pubblicato su PloS Pathogens , è molto importante e segna una pietra miliare lungo il percorso di approfondimento scientifico della patologia apistica: grazie alla mappatura del genoma, infatti, sono state identificate migliaia di proteine, molte delle quali sono direttamente coinvolte nel meccanismo di attacco che il fungo arreca all’epitelio intestinale delle api. Sono questi, quindi, i punti critici che ora saranno sicuramente oggetto di studio per lo sviluppo di nuovi farmaci efficaci nella lotta a tale insidiosissimo agente patogeno entrato in Italia a causa delle importazioni irregolari di api dai Paesi dell’Est asiatico, Cina in primo luogo. Particolari speranze sono riposte nella terapia genica, ovvero il metodo di silenziamento dei geni del microrganismo, che colpisce solo i parassiti lasciando intatte le api e che è già in avanzata fase di sviluppo per i virus di interesse apistico.





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