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Apicoltori e Agricoltori: dal Veneto esempio di collaborazione Stampa E-mail
Quando da un incidente può nascere una collaborazione, a condizione che i sentimenti prevalenti siano quelli della buona volontà e del reciproco rispetto. Nel mese di giugno, in occasione degli interventi obbligatori sulla vite contro la flavescenza (Scaphoideus titanus), il viticoltore Paolo esegue il trattamento con il prodotto autorizzato e consigliato ma dimentica di sfalciare la vegetazione sottostante. Lo sfalcio è essenziale perché in questo periodo sono presenti piante
nettarifere come il trifoglio ladino (quello bianco). Due Apicoltori, Michele - che conduce un piccolo apiario costituito da una dozzina di alveari e Francesco – Apicoltore professionista, osservano un immediato preoccupante spopolamento (dal 60 al 90% delle bottinatrici) dei loro alveari adiacenti il vigneto. Siamo sul Montello, zona collinare del trevigiano, in Veneto e, oltre ai boschi di acacia, sono presenti vaste aree a vigneto. I prodotti utilizzati in questa zona contro la cicalina sono Piridane, Steward, Actara, Confidor, Thiametoxan ed Etifos . I problemi per le api, con questi prodotti, sono facilmente immaginabili. I due Apicoltori allertano immediatamente l’ASL competente e il Corpo Forestale dello Stato. Oltre a denunciare il fatto alla locale stazione dei Carabinieri.  Un campione rappresentativo di api viene immediatamente raccolto, congelato ed inviato al Laboratorio di analisi del Centro Regionale di Apicoltura – Istituto Zooprofilattico di Padova. Questo è l’incidente. Quello che però interessa sottolineare è il seguito. Il viticoltore Paolo si è subito reso conto del danno provocato alle api e, indirettamente, a se stesso. E alla prima occasione di incontro tra i viticoltori della zona riportando, rammaricato, l’incidente ha informato tutti i suoi colleghi del danno provocato, ha ricordato l’importanza dei piccoli accorgimenti nell’esecuzione degli interventi sulle colture agricole e, in collaborazione con il Presidente dell’APAT - Associazione degli Apicoltori di BL, TV e VE – Associata FAI Veneto si sta realizzando un intervento di comunicazione, sulla stampa locale e nelle riunioni del settore vitivinicolo, per sensibilizzare il maggior numero di  colleghi Agricoltori sugli effetti negativi di pratiche contrarie al buon senso e alla legge.  D’altra parte occorre rilevare che, nei calendari dei trattamenti esposti nei Consorzi agrari o altri punti vendita di prodotti fitosanitari, non c’è la minima traccia di avvertenze sulla corretta esecuzione degli interventi con prodotti che, ove impiegati in assenza delle necessarie cautele, possono diventare pericolosi per le api e per l’ambiente; manca altresì, in questi luoghi deputati alla commercializzazione ma anche alla descrizione delle corrette modalità d’impiego, qualsiasi riferimento alla Legge Regionale che stabilisce che ”Sono vietati i trattamenti erbicidi e fitosanitari, con principi attivi tossici per gli insetti pronubi, alle colture agrarie in fioritura dalla apertura alla caduta dei petali. Tali trattamenti sono ammessi nei vigneti e nelle coltivazioni arboree da frutto successivamente alla eliminazione del cotico erboso in fioritura”. Abbiamo detto spesso – sottolinea la FAI – Federazione Apicoltori Italiani – che non ha senso lo scontro fra Apicoltori ed Agricoltori; occorre piuttosto maggiore informazione. La stessa che appare indispensabile anche in relazione a quanto sta accadendo per la sospensione della concia del mais con i neonicotinoidi.  Se poi, come in questo caso in Veneto, dall’incidente si arriva alla collaborazione fra le due realtà affinché sia possibile l’intervento sanitario alle colture e contemporaneamente la sopravvivenza delle api, appare chiaro il valore che assume il risultato ottenuto da Michele, Francesco e Paolo: collaborazione,  buona volontà, reciproco rispetto.

Toto : © Fabrizio Badoni


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