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Syngenta Investe Un Milione di Euro sugli Insetti Pronubi Stampa E-mail
Ricercatori e Poli universitari d’eccellenza, sette Paesi europei coinvolti, un protocollo scientifico e buone pratiche agricole, l’ambiziosa missione di ripopolare l’Europa con i suoi insetti impollinatori autoctoni e l’investimento di un milione di euro: un impegno non indifferente che, per gran parte, finirà per incentivare le numerose ricerche in atto per chiarire quel rompicapo che è la morìa delle api. Syngenta - società ai vertici del settore degli agrofarmaci ed è al terzo posto nel mercato delle sementi ad

alto valore aggiunto - ha annunciato oggi (15 luglio 2009) il lancio di un programma quinquennale per realizzare habitat adeguati e fornire fonti di cibo per gli insetti impollinatori in Europa. Il progetto “Operation Pollinator” ha come obiettivo di aumentare il numero degli insetti impollinatori autoctoni in sette paesi europei: Italia, Spagna, Francia, Germania, Gran Bretagna, Portogallo e Ungheria. Operation Pollinator permetterà agli agricoltori di coltivare a bordo campo, o in aree vicine alle aziende agricole, essenze attrattive per gli insetti impollinatori. Agli agricoltori saranno fornite le miscele di sementi da utilizzare insieme a innovative metodologie di impiego degli agrofarmaci e consigli agronomici destinati ad avvantaggiare gli impollinatori. Il programma è basato su ricerche indipendenti e i progressi saranno valutati annualmente da un comitato scientifico autonomo. “Il numero di insetti impollinatori è diminuito drasticamente in Europa negli ultimi anni a causa della perdita di aree dove potevano nutrirsi e riprodursi - ha affermato Jon Parr, responsabile per l’Europa di Syngenta Crop Protection. Il nostro scopo è aiutare a invertire questo trend, creando 10.000 ettari di nuovi habitat per gli insetti impollinatori. L’operazione dimostrerà che la sostenibilità ambientale e le moderne pratiche agricole possono coesistere. Questo fattore è particolarmente importante per raddoppiare la produzione di cibo a livello mondiale entro il 2050”. La FAI – Federazione Apicoltori Italiani plaude all’iniziativa di Syngenta e auspica che l’importante investimento di risorse umane e finanziarie concorrano alla salvaguardia e valorizzazione dell’ape italiana. Senza dimenticare che, nel frattempo, occorre altrettanto impegno sul delicato fronte degli effetti collaterali che le molecole neurotossiche determinano sulla vita delle api e su quella degli altri esseri viventi. Se le api sopravvivessero alle “aggressioni” che spesso le giungono dall’ambiente e dall’agricoltura, non ci sarebbe bisogno di ripopolarle. Più semplice e utile sarebbe difendere le api che ci sono già.

Foto: © Fabrizio Badoni

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