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Vorrei sapere quale č il metodo per evitare la sciamatura Stampa E-mail
Vorrei sapere quale è il metodo per evitare la sciamatura delle api in  primavera. Ad inizio stagione è sempre compromessa la raccolta di acacia.
GRAZIE.

Risposta

Controllo della sciamatura

A mio modesto parere questo è l’aspetto dell’apicoltura che ha dato le più cocenti delusioni agli apicoltori; una delle migliori difese è la visita frequente ( settimanale ) degli alveari.
Più che di controllo sarebbe più corretto parlare di tentativi di limitazione, certamente vi sono alcune regole a cui attenersi ed anche qualche accorgimento per limitare i danni soprattutto in vista della produzione di miele.
Il cambio delle regine è certamente la regola più importante sulla quale vi è un diffuso consenso, le diversità di opinione riguardano la frequenza, io sono per il cambio annuale in autunno in considerazione del lungo periodo, circa dieci mesi, di elevata deposizione a cui sono assoggettate le regine annualmente nella zona in cui opero (provincia di Trapani) .
Ogni apicoltore dovrebbe essere in grado di produrre le regine per l’auto consumo, è estremamente comodo avere sempre delle giovani regine a portata di mano ciò ci permette tra l’altro di risolvere seduta stante inconvenienti quali : orfanità accidentale, blocco della deposizione per stress, eccessiva deposizione maschile, ecc, ecc.
Naturalmente questa precauzione non è sufficiente a metterci al completo riparo dalla sciamatura tuttavia, le seguenti considerazioni ci permettono però di affrontare il problema con una certa tranquillità.
Per solito la sciamatura si annuncia, sotto l’impulso della prima potente fioritura produttiva, con accenni di celle reali nel telaino a tre settori ( telaino indicatore di Michele Campero ) ; in questo caso la migliore soluzione, sia per la velocità di esecuzione che per la resa economica, consiste nel togliere la vecchia regina facendo un piccolo sciame artificiale, lasciando all’alveare due celle reali di cui una la più matura e l’altra la più giovane e portando il nido a otto favi.
Il periodo di orfanità, a ridosso del raccolto, va a tutto vantaggio dell’incremento della produzione essendo fortemente diminuiti i consumi per l’assenza della covata giovane; ovviamente nel lungo periodo si avrà un calo di popolazione dovuto alla mancata deposizione, a questo si può rimediare dando all’alveare, dopo la fecondazione e l’inizio della deposizione della nuova regina, lo sciame che la vecchia regina ha intanto portato avanti eliminando, ovviamente, la vecchia regina.
Il pericolo maggiore che si corre è quello di selezionare ceppi inclini alla sciamatura, una certa equilibratura la si può realizzare facilmente favorendo, con l’uso appropriato del telaino a tre settori, la nascita di fuchi nelle famiglie poco inclini a sciamare.

Buon lavoro.

Vincenzo Stampa, FAI webmaster

P.S.: la battaglia si può vincere giocando d'anticipo.
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