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Varroa : spopola l’ Ingabbiamento Estivo della Regina Stampa E-mail

Nella lotta alla varroa sta ormai prendendo piede, come una vera e propria moda, il blocco della covata mediante ingabbiamento dell’ape regina. Ad una prima ondata di piccoli Apicoltori, che qualche anno fa hanno fatto da pionieri per la messa a punto di questa bio-tecnica, si stanno ora aggiungendo anche gli Apicoltori professionisti.


Il boom è in atto proprio in questi giorni: è infatti in questo periodo della stagione apistica che tutti sono indaffarati con i trattamenti sanitari sui loro alveari e, tra questi, con la attivazione del blocco di covata. La tecnica è semplice e prende spunto dalle numerose esperienze già condotte venti e più anni fa in Italia da Raffaele Bozzi, Apicoltore-Inventore; fu lui che, prima di ogni altro, mise a punto un telaino per bloccare la regina in un favo confinato al fine di limitare e controllare la popolazione di varroa negli alveari. Da alcuni anni Bruno Mozzato ha ideato una sua gabbietta di confinamento della regina, nota ormai sia in Italia che all’estero: lla tecnica da lui proposta si è rivelata semplice, efficace, economica. Tre condizioni difficilmente conciliabili tra loro. Ora, tra i vari sistemi in commercio, si può scegliere anche il “Metodo Scalvini”, altro Apicoltore che propone una sua interessante variante blocco di covata. Esso consiste sempre in una piccola gabbia da collocare in un favo e dotata di un fondo con cellette femminili già improntate. Il suo utilizzo rappresenta un vero e proprio trattamento tampone se effettuato entro il 10 agosto. Maggiori dettagli sul metodo e le procedure sono disponibili nel scheda tecnica allegata. Il fondo a celle consente alla regina un minimo di deposizione, rispettando la sua naturale propensione alla covata: ciò ha un effetto decisamente poco stressante sull’insetto ed evita spiacevoli e improvvise perdite, quindi improvvise orfanizzazioni della colonia. A fronte di una certa laboriosità dovuta alla ricerca e al posizionamento della regina nella gabbietta, si ottiene comunque un efficace controllo dei parassiti, riducendo le dosi e i trattamenti con sostanza chimiche quindi realizzando un’apicoltura meno intensiva e più eco-compatibile.

Leggi la scheda tecnica sul Metodo Scalvini



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