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Neonicotinoidi : si disperdono nell’ambiente e vanno in deriva Stampa E-mail
La semina del mais è un’operazione che può causare una dispersione nell’ambiente di sostanze pericolose per le api e per gli insetti impollinatori selvatici. A riaffermarlo, in questi giorni, sono Moreno Greatti, Renzo Barbattini, Antonella Stravisi, del Dipartimento di Biologia e Protezione delle Piante dell’Università degli studi di Udine, Anna Gloria Sabatini e Simona Rossi del C.R.A. – Unità di ricerca di Apicoltura e Bachicoltura di Bologna. Il lavoro

dal titolo “ Dispersione nell’ ambiente del conciante Gaucho 350FS ( s.a. imidacloprid ) durante la semina del mais ”, è in corso di pubblicazione sul n. 2/2008 del Notiziario dell’ERSA, l’Ente di Ricerca e Sviluppo Agricolo della Regione Friuli Venezia Giulia. Il Gruppo di Ricerca, da anni impegnato nello studio di tale problematica, torna ad evidenziare che la sostanza attiva “ imidacloprid ”, una volta espulsa dalla seminatrice, si deposita sulla vegetazione limitrofa dove persiste per alcuni giorni; qui le api e i pronubi selvatici, durante la loro consueta attività di raccolta di polline, di nettare e gocce di rugiada, possono venire facilmente e ripetutamente in contatto con l’insetticida. Lo studio, inoltre, mette in risalto che le variabili meteorologiche influenzano la presenza della sostanza attiva nei vegetali condizionando ulteriormente il rischio per le api e i pronubi. Secondo i ricercatori di Udine e Bologna si rendono dunque necessarie azioni di mitigazione del rischio, basate su adesivi più tenaci dei prodotti concianti o, meglio ancora, sul rivestimento dei semi con apposite pellicole protettive. Non viene trascurato, infine, il fattore di rischio che durante la semina può interessare gli stessi operatori agricoli che manipolano e respirano questi prodotti.

© Foto Fattor – Notiziario Ersa

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