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MinSalute : diventa indispensabile l’anagrafe apistica nazionale Stampa E-mail
Anche il settore apistico avrà la sua anagrafe nazionale e dovrà essere uno strumento utile a fronteggiare le emergenze sanitarie, a garantire la qualità dei prodotti apistici, a programmare le politiche di sostegno al settore e a garantire il ruolo delle api per la salvaguardia degli ecosistemi. E’ quanto è emerso nella riunione svoltasi oggi (29 luglio 2008) presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, organizzata dal Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria. Al tavolo era presente anche la FAI – Federazione Apicoltori Italiani che, di concerto con le altre Organizzazioni apistiche nazionali, ha sottolineato il suo orientamento favorevole affinché si giunga, nel
breve periodo, ad una anagrafe apistica che garantisca l’uniformità di trattamento dei dati su tutto il territorio nazionale. Solo così si potranno finalmente orientare le decisioni della Pubblica Amministrazione che, come ribadito dalla FAI, dovrà garantire il pieno coinvolgimento delle Associazioni degli Apicoltori – così come previsto dalla legge 313/2004 per la Disciplina dell’Apicoltura – al fine di collaborare con le ASL per agevolare gli adempimenti di chi “detiene e conduce alveari” e come tale è obbligato a farne denuncia. Ministero della Salute e dell’Agricoltura, Regioni, Ricerca e Organizzazioni Apistiche Nazionali, si sono dunque trovate in pieno accordo sul concetto che lo stato di crisi in cui versa l’apicoltura italiana, imponga una svolta nella razionalizzazione e nella gestione del dato statistico riferito all’allevamento delle api. Il nostro infatti, per quanto sia un comparto strategico dal punto di vista agricolo e ambientale, è un settore nel quale Regioni e i Ministeri fanno da sempre fatica a configurarne la consistenza, la dislocazione degli allevamenti, i flussi, la presenza di malattie e la conseguente programmazione di interventi di risanamento o di ripartizione economica degli aiuti finanziari comunitari, statali e regionali. Un dato per tutti, emerso nel corso della riunione odierna, dovrebbe aiutare ad inquadrare lo stato di confusione nel quale versa il nostro particolare allevamento zootecnico, rispetto ad altri di maggiore rilevanza: nell’anagrafe nazionale del Ministero della Salute risultano presenti - dopo ormai quattro anni dall’entrata in vigore della legge quadro per l’apicoltura, che dispone l’obbligo di denuncia degli alveari – solo 4.500 Apicoltori. Una quota ben inferiore al 10% di quello che è il patrimonio apistico nazionale che l’Italia vanta nella realtà con una consistenza che lo stesso Ministero dell’Agricoltura, nel Documento Programmatico per l’Apicoltura previsto sempre dalla legge 313/2004, stima tra i 50 e 70.000 Apicoltori, detentori di circa 1.200.000 alveari. Visti gli spopolamenti di alveari in atto, tenuto conto della urgente necessità di invertire questo stato di crisi strutturale, diventa dunque indispensabile che anche l’apicoltura italiana faccia tutti gli sforzi necessari a quantificare la reale consistenza degli allevamenti apistici, delle perdite realmente registrate, delle cause che influenzano questi flussi e dei conseguenti interventi correttivi.

© FAI fototeca


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