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Bombi al posto delle api ? Neanche per sogno! Stampa E-mail
Altro che bombi in sostituzione delle api che muoiono, come qualcuno ha ingenuamente proposto qualche mese fa, nella fase più critica della Sindrome da Spopolamento degli Alveari . L'impiego dei bombi da impollinazione , invece, va immediatamente sospeso e comunque sottoposto a controlli sanitari rigorosissimi. E' quanto emerge da uno studio recente, condotto da due ricercatori del Dipartimento di Ecologia e Biologia Evolutiva dell'Università di Toronto - Canada, che fa luce su un aspetto

fino a qualche anno fa oggetto curiosità per Entomologi : la possibilità che alcuni agenti patogeni possano diffondersi da specie allevate in cattività a specie naturali presenti in un ecosistema. La novità, che assume oggi un rilievo pervaso di clamore per il suo interesse apistico , è che i due Autori, Michael C. Otterstatter e James D. Thomson, si sono concentrati su un modello di studio relativamente semplice da indagare: i bombi impiegati per il servizio di impollinazione nelle serre del Nord America. Anche i bombi selvatici (Bombus spp.) infatti, stanno subendo un grave declino al pari delle api . I ricercatori canadesi, partendo da dati che da oltre dieci anni sono disponibili in bibliografia, sono andati a verificare la presenza di Crithidia bombi , un agente patogeno distruttivo, molto diffuso nei bombi oggetto di commercio a fine di impollinazione . Il modello matematico, messo a punto dall'Università di Toronto, ha dimostrato che questo parassita, presente nei bombi commerciali, in tre mesi si propaga nel 20% dei bombi selvatici presenti fino a 2 chilometri dalla serra dove viene effettuato il servizio di impollinazione . Subito dopo si assiste ad una impennata che può interessare la totalità dei bombi presenti nell'ecosistema di quel territorio. Una migliore gestione nell'impiego di questi impollinatori non autoctoni, concludono i due ricercatori canadesi, ad esempio riducendo i carichi del pericoloso parassita, potrebbe ridurre o addirittura eliminare gli effetti negativi che l'infezione determina a danno di tutti gli impollinatori .

Foto: © Markku Kitunen

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