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Volta Pagina : Le api che scompaiono Stampa E-mail
Le api che scompaiono stanno richiamando l'attenzione dell'opinione pubblica. Tutti ormai percepiscono la portata del danno che non è per i soli Apicoltori, ma anche per l'agricoltura e l'ambiente. Capire il perché di questa “emorragia” di api e come porvi rimedio è un interesse collettivo.
I dati disponibili ci dicono che le cause, almeno una decina, sono tutte collegate tra loro. Un quadro così articolato ci obbliga a coordinarci con più soggetti: urgono svariate competenze, dati aggiornati, azioni mirate.

Il programma nazionale, che la FAI ha presentato grazie alla legge n. 313/2004 al Ministero delle Politiche Agricole, diventerà operativo nei prossimi giorni. Tra le azioni previste, da attuarsi con le Associate, grande attenzione viene riservata alla elaborazione e diffusione delle buone pratiche capaci di sostenere lo sforzo di salvaguardia del patrimonio apistico.
Il Convegno che l'APAT di Treviso organizza è una delle tappe di questa maratona: andiamo a casa degli Apicoltori per far parlare e ascoltare tutte le voci. Un biologo, che da anni studia la nosemiasi, apre una prospettiva finora trascurata: le api si ammalano e muoiono anche perché non hanno scorte di polline.
Intervenire su questo fronte equivale a eliminare una delle cause di spopolamento degli alveari. Un'azione concreta, visto che da qualche parte dobbiamo pur iniziare.
Raffaele Cirone
Presidente FAI


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