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Brivido globale: la morte delle api scuote l'opinione pubblica Stampa E-mail
Sono le morie di api, questa volta, a far scattare il campanello dall’arme. Internet, stampa e televisioni, hanno amplificato la visibilità di un fenomeno le cui avvisaglie, nel disinteresse generale, risalgono ai primi anni 80.
Oggi, dopo quasi trent’anni, sta finalmente maturando la generale consapevolezza dello straordinario ruolo che le api rappresentano per l’agricoltura e per l’ambiente.
Ecco perché, tale apprensione collettiva, può contribuire a definire in meglio il ruolo degli apicoltori che, come allevatori di api, sono innanzi tutto difensori del territorio. L'epicentro di questo terremoto mediatico è da localizzarsi negli Stati Uniti d'America. È qui che sono state segnalate le più consistenti perdite di alveari, con punte che hanno raggiunto e superato il 50% del patrimonio apistico della maggior parte degli Stati. È qui che è stato coniato il nome di una nuova sindrome che colpisce gli alveari senza lasciare traccia: CCD è l'acronimo inglese di Colony Collapse Disorder, il collasso da disordine negli alveari. Ed è sempre qui che il Congresso degli Stati Uniti ha dedicato una sua seduta al fenomeno, imponendo persino una “taglia” – meglio sarebbe dire un “premio” – di migliaia di dollari, per quei ricercatori che avessero contribuito a fornire un chiarimento sulle cause che sono all'origine della inspiegabile sparizione delle api dagli alveari.
Eravamo all'inizio della scorsa primavera ed è stato come se qualcuno avesse gettato un fiammifero nei pressi di un deposito di carburante: la reazione a catena è stata immediata, l'incendio ha generato brivido globale. Da quel momento in poi, infatti, non c'è stato organo di stampa che non si sia occupato della questione: persino il fratello del leader maximo
Fidel Castro, in un discorso alla nazione cubana, ne ha fatto oggetto di una particolareggiata analisi, spiegandola come l'effetto evidente di un generale decadimento  della società americana!
Sta di fatto che la morte degli alveari americani ha diffuso uno scompiglio generale. Un chiarimento, sia pur succinto, sulla realtà dell'apicoltura nord-americana, a questo punto si impone.
Negli USA è diffusa una modalità di conduzione degli alveari che potremmo definire “intensiva”: le famiglie non vengono quasi mai aperte ed ispezionate, sistematico e legalizzato è l'impiego di antibiotici, l'importazione di api regine, sciami e pacchi di api è una prassi, la conseguente ibridazione e diffusione di malattie esotiche ha subìto un sensibile incremento in questi ultimi anni, le famiglie sono sottoposte a migrazioni di migliaia di chilometri in una sola stagione, generalizzato è il ricorso a pratiche agronomiche e a prodotti di sintesi poco rispettosi degli insetti utili.
Non è dunque sbagliato parlare, secondo stessi ricercatori americani, del sovrapporsi di più cause che, nel loro insieme, hanno determinato una condizione di stress e conseguente collasso  negli alveari.
Tornando per un attimo alla situazione di casa nostra, alcune analogie appaiono evidenti: anche da noi l'apicoltura sta cambiando, l'ibridazione e l'erosione genetica sono dati di fatto, le importazioni scriteriate di regine e api stanno diffondendo malattie esotiche e incontrollabili, l'impiego di fitofarmaci neurotossici procura danni in precise zone del territorio nazionale. Lo stato di disagio dell'apicoltura, il cui patrimonio di alveari va tuttavia globalmente aumentando, non può però esser rappresentato come una “catastrofe naturale”.
Di certo, questo sì, si tratta di un segnale che deve far comprendere agli Apicoltori, ora o mai più, che allevare api richiede ormai un impegno diverso e più attento del passato. Prima che l'annunciato collasso colpisca davvero anche i nostri alveari.
Va data, in conclusione, una lettura positiva del “brivido globale” cui l'apicoltura americana ci ha indotti: è stato un tam tam che ha scosso le coscienze – questo ci auguriamo – di noi tutti. Adesso si sa, meglio e più di prima, quanto vale l'ape e il lavoro di chi le alleva.
Raffaele Cirone



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