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Origine in Etichetta: l'UE deve rispettare le Identità Nazionali Stampa E-mail
Il Parlamento Italiano e le Autorità Comunitarie si stanno da tempo confrontando sulla sacrosanta questione dell’origine nazionale dei prodotti alimentari. Far conoscere al consumatore da quale paese arriva ciò di cui si nutre, è un diritto irrinunciabile del produttore. Diritto che si fonda sul valore etico della trasparenza. La  visione europea è ancora contraria : l’Italia sembra non voglia demordere e altri paesi della UE

sostengono la nostra linea.
Apicoltori a testa bassa: che si tratti di Italia o che si guardi all’Europa, questo è il periodo in cui ovunque ci si dedica alle api, si spostano gli alveari, ci si impegna per il migliore dei raccolti, si spera che il mercato torni benevolo nei confronti del miele.
Nel frattempo, il nostro Parlamento si sta impegnando per dimostrare all’Unione Europea che scrivere in etichetta da quale Paese proviene un miele  è un diritto inalienabile di qualsiasi produttore e di ogni consumatore.
Il che significa che, mentre in Italia sentiamo il bisogno di offrire maggiore trasparenza al consumatore, a Bruxelles è ancora forte il partito di quanti fanno il tifo per etichette più generiche.
Se da un lato, dunque, gli Apicoltori si sono orientati verso disciplinari di produzione e marchi di qualità che valorizzano l’origine nazionale, dall’altro l'UE ha finora garantito ai confezionatori la possibilità di commercializzare miele con dizioni di pura fantasia (miscela di mieli comunitari, miscela di mieli extra-comunitari, ecc.) senza dover necessariamente citare il Paese d’origine.
Ad oggi, nonostante le modifiche introdotte dalla nuova Direttiva miele del 2001, i confezionatori possono ancora evitare la menzione del Paese d’origine se il miele è soggetto a una seppur piccola miscelazione.
E’ stata l’Italia ad avanzare per prima una modifica legislativa a questa norma, reintroducendo l’obbligo di menzione dei Paesi d’origine del miele per tutte le tipologie di prodotto: nazionale e di importazione, tal quale o miscelato che sia. E’ su questa posizione che il nostro Governo si sta impegnando.
La sensazione è che ci siano buoni margini perché la politica europea si convinca a superare le sue storiche resistenze, accettando il principio che la valorizzazione di un prodotto passa anche attraverso l’etichetta: chiara, trasparente, documento di riconoscimento delle diverse identità nazionali. E’ l’indirizzo atteso sempre più dai consumatori, è il desiderio legittimo e diffuso dei produttori, è il futuro del nostro mercato; pare sufficiente perché anche i confezionatori se ne facciano una ragione.


Raffaele Cirone
Foto © European Community - 2007

FAI -  Federazione Apicoltori Italiani
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Telefono: 06.6877175 - Telefax:  06.6852287

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