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Apicoltura Bio: in vigore il Regolamento UE 2018/848 Stampa E-mail
Il 17 giugno 2018 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio. Il nuovo Regolamento - che porta la firma del

Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e del Presidente del Consiglio europeo Lilyana Pavlova – sarà applicato a decorrere dal 1° gennaio 2021. Forti e numerose le posizioni contrarie che hanno accompagnato l’approvazione di questo provvedimento: l’Italia come Stato membro, il Primo Presidente della Commissione agricoltura, Paolo De Castro, la totalità delle Organizzazioni agricole italiane che vedono un peggioramento degli standard produttivi del biologico e, soprattutto, un rischio conseguente l’importazione di prodotti certificati fuori dal mercato comune europeo.
Polemiche a parte, il nuovo Regolamento 2018/848 tocca anche l’apicoltura che a più riprese viene citata e fatta oggetto di precisi riferimenti normativi. E’ su questo che noi Apicoltori dobbiamo concentrare la nostra attenzione.
Il Regolamento si applica ai prodotti agricoli (e quindi apistici) vivi o non trasformati, trasformati e destinati a essere utilizzati come alimenti, ai mangimi. E’ vietata la produzione animale “senza terra”, salvo nel caso dell’apicoltura che è soggetta ad un periodo di conversione, per il passaggio dal regime “convenzionale” a quello “biologico”, di 12 mesi.
Nel corso del periodo di conversione, la cera d’api è sostituita con cera proveniente dall’apicoltura biologica. Tuttavia, può essere utilizzata cera d’api non biologica quando: la cera prodotta biologicamente non è disponibile in commercio; è dimostrato che la cera non biologica è esente da sostanze o da prodotti non autorizzati per l’uso nella produzione biologica; la cera non biologica utilizzata proviene da opercoli.
Per l’apicoltura è privilegiato l’uso di Apis mellifera e delle sue subspecie locali.
Le colonie di api possono essere alimentate soltanto quando la sopravvivenza della colonia è minacciata da condizioni climatiche avverse. In tal caso, le colonie di api sono alimentate con miele, zucchero o sciroppi di zucchero, sempre biologici.
Sono ammessi i trattamenti dei telaini e del legno delle arnie con vapore o fiamma diretta; è consentito l’impiego degli acidi organici e l’asportazione della covata maschile per la lotta alla varroa. Quando gli alveari sono trattati con prodotti allopatici e di sintesi, essi tornano in conversione per un periodo di anno e previa sostituzione della cera.  La pratica dell’apicidio è vietata, come pure la mutilazione delle regine. I materiali utilizzati in apicoltura debbono essere naturali e non presentare rischi di contaminazione per l’ambiente e per i prodotti dell’alveare.
Resta ora da vedere come gli Enti preposti alla certificazione biologica delle aziende intendono dare compiuta applicazione a questo nuovo Regolamento e come, soprattutto, vorranno regolarsi per le necessarie attività di controllo: solo così, infatti, sarà possibile stabilire una reale differenziazione tra l’apicoltura condotta con metodo biologico e quella convenzionale.

• Leggi il Regolamento (UE) 2018/848



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