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Revoca del regime di esonero: è legge, beffati gli Apicoltori Stampa E-mail
A seguito dell’annuncio con il quale avevamo anticipato l’imminenza della fine del regime di esonero per i piccoli agricoltori e apicoltori, con volume d’affari inferiore a 7.000 Euro,  qualcuno si è divertito ad affermare che si trattava di “tanto rumore per nulla”, facendovi poi sorbire una noiosa e del tutto ripetitiva lezione di fisco in agricoltura. Si trattava, ancora una volta, di voci destituite di ogni fondamento, diffuse con il preciso intento di

minimizzare la portata dei gravi provvedimenti adottati dal Governo nell’ambito della Manovra Finanziaria 2017; un tentativo goffo, inoltre, per distogliere la vostra attenzione dal fatto che tali decisioni sono state approvate anche grazie al silenzio compiacente di chi oggi vorrebbe togliersi di dosso ogni responsabilità. Quella di non aver agito in questi ultimi anni, ad esempio, per impedire che il regime di esonero agricolo venisse pian piano demolito a danno dei piccoli agricoltori e degli apicoltori. Confermiamo pertanto che, così come già annunciato in precedenza, il decreto-legge 22 ottobre 2016 è stato convertito con la Legge n. 225 del 1° Dicembre 2016. Confermiamo, inoltre, che è stato accolto almeno in parte l’emendamento da noi perorato in ordine al salvataggio del regime agricolo agevolato, a favore dei piccoli agricoltori e degli apicoltori, che risulta oggi preservato almeno nelle "zone montane". Il provvedimento di legge, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2.12.2016, è entrato in vigore il giorno 3 Dicembre 2016. Questo significa che tutti i “Piccoli Agricoltori" e “Apicoltori", che fino a tale data avevano goduto del regime di esonero totale da ogni adempimento di natura fiscale, se dichiaravano un volume d’affari inferiore a 7.000 Euro, d’ora in avanti vedranno moltiplicati almeno per 4 (quattro) gli adempimenti a loro carico, in relazione al versamento trimestrale dell’IVA con obbligo di comunicazione telematica delle fatture tramite un Consulente fiscale o un Centro di Assistenza Fiscale. Adempimenti che, naturalmente, comporteranno nuovi aggravi burocratici e nuovi costi per diverse centinaia di euro a carico di piccoli produttori. E’ per questo che, “crisi di Governo” permettendo, la FAI-Federazione Apicoltori Italiani perseguirà l’obiettivo di ulteriore modifica legislativa al fine di portare avanti l’azione tesa al reintegro del diritto di esonero a favore di tutti gli Apicoltori italiani che dichiarano un volume d’affari inferiore a 7.000 Euro e che per oltre trent’anni si sono avvalsi dello strumento che oggi, per bieche ragioni politiche e finanziarie è stato sottratto alla parte più debole del tessuto socio-produttivo dell’agricoltura. Una vergogna solo italiana, adottata a seguito di una subdola e irresponsabile manovra parlamentare che di fatto si traduce nell’ennesima tassa occulta a danno delle fasce produttive più precarie.

Raffaele Cirone, FAI-Federazione Apicoltori Italiani

Testo della Legge n. 225/2016 sul Regime di Esonero limitato alle zone montane


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