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Aethina tumida: nuovo focolaio in Calabria, fuori Zona Rossa Stampa E-mail
Grimaldi (Cosenza) – 26 luglio 2016. Dalle indiscrezioni alla notizia, ormai pressoché ufficiale. Sono bastate poche ore, una mezza giornata, perché alcune sommarie anticipazioni trovassero in serata una loro puntuale conferma: un nuovo focolaio di Aethina tumida è stato ritrovato oggi in Calabria, a comunicarcelo ufficialmente Francesco Artese nella sua veste di Presidente della sede territoriale di FAI Calabria. L’apiario interessato, 

situato nel territorio di Grimaldi - Comune in provincia di  Cosenza, al confine con la provincia di Catanzaro, distante dall’area di protezione circa 90 km - sarebbe di proprietà di un apicoltore di Zafferana Etnea (CT), mai censito e i cui alveari non sono presenti nella Banca Dati Nazionale. Secondo quanto dichiarato dall’apicoltore, gli alveari sono in Calabria da diverso tempo; il Corpo Forestale dello Stato sembra stia indagando – con verifiche condotte anche in Sicilia - sulla veridicità di tale dichiarazione. Nell’apiario infestato è stata riscontrata la presenza di soli adulti di Aethina tumida e secondo l’ancora vigente Decreto n. 94/2014 della Regione Calabria è prevedibile che vengano presto avviate le procedure per la sua distruzione, questa volta senza rimborsi, vista la mancata denuncia di possesso degli alveari. Sono stati inoltre già avviati controlli più approfonditi sugli altri apiari presenti in zona Grimaldi con ispezioni guidate dal dottor Franco Mutinelli (nella sua veste di direttore del Centro di Referenza Nazionale per le Malattie delle Api per il Ministero della Salute). Questo nuovo ritrovamento fa saltare l’ipotesi di una diversa strategia – alternativa alla distruzione dell’intero apiario visto che i ritrovamenti continuavano finora solo in Zona Rossa – che si prospettava ultimamente negli ambienti ministeriali. Il caso di Grimaldi, inoltre, evidenzia la carenza dei controlli degli spostamenti di api e l’incompletezza della Banca Dati Apistica. Se apicoltori scellerati, senza comunicare alle Istituzioni, movimentano le api lungo lo stivale Italia, trasporteranno in lungo ed in largo il coleottero Aethina tumida rendendo inutile ogni tentativo di contenimento territoriale. C’è da augurarsi che il Ministero della Salute abbia già pronto un piano di azione per questa nuova situazione ma che non siano, come al solito, i molti Apicoltori onesti a “pagare pegno” per colpa di pochi disonesti non definibili apicoltori.



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