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Miele di Acacia: un Test svela che non sempre č puro Monoflora Stampa E-mail
E’ il miele più richiesto dal mercato e più apprezzato dai consumatori, ma circa il 20% del prodotto commercializzato sembra non rispondere alle specifiche dichiarate in etichetta. A dirlo è la redazione de “Il Test” - mensile dei diritti, dei consumi e delle scelte - che dichiara di aver scoperto un vero e proprio bluff andando a controllare 21 confezioni etichettate come “miele di acacia” e di cui almeno 4 sono invece

risultate di origine botanica diversa. A seguito delle analisi e dei risultati evidenziati la rivista ha quindi ritenuto opportuno presentare altrettanti esposti all’Antitrust per ciascuna etichetta e marchio commerciale coinvolto segnalando la pratica commerciale scorretta. Per ogni approfondimento potete meglio documentarvi sul numero in edicola della rivista “il Test”. Grazie alle analisi, intanto, sono stati accertati due casi – miele d’Acacia biologico Miomiele e miele d’Acacia di Toscana Terre d’Italia (Carrefour) – in cui l’origine botanica è diversa da quella dichiarata in etichetta, dato che il miele contenuto è risultato essere Millefiori. Anche nel caso del miele d’Acacia biologico il Sarchio, le verifiche analitiche hanno svelato un’origine diversa da quella dichiarata: questa volta però al posto dell’Acacia è stato trovato miele di Sulla. Infine, per il quarto campione, il miele d’Acacia Fiorentini, è stato impossibile definire la caratterizzazione botanica. La presenza di una varietà diversa da quella etichettata, precisano giustamente dal mensile, non rappresenta alcuna minaccia alla salute dei consumatori ma è indubbio che si tratti di una pratica commerciale scorretta. Nonostante tutto la qualità accertata dalle analisi pubblicate dal mensile “il Test” è risultata nel complesso ampiamente soddisfacente, con ben 9 campioni giudicati tra l’eccellente e l’ottimo e una fetta consistente di prodotti che assicura un buon contenuto. Il miele d’Acacia è tra le varietà più pregiate e costose, una circostanza che può scatenare gli appetiti della contraffazione specie in annate come quella appena passata in cui la produzione del miele in generale, non soltanto di quello di Acacia, è risultata scarsissima.


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