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Prodotti Tradizionali: il Mipaaf aggiorna l’elenco dei Mieli Stampa E-mail
Ottantatre diversi tipi di miele millefiori e monoflora, pappa reale in gelatina e in cellette, polline e propoli; sette mieli regionali (abruzzese, lucano, ligure, lombardo, marchigiano, molisano, piemontese), tre mieli provinciali (Trento, Agrigento, Trapani), ventiquattro mieli provenienti da territori specifici (pianure, colline, montagne, altipiani, litorali, boschi), uno proveniente da un’isola (Capraia) e l’altro da un arcipelago (Egadi). Sono tutte produzioni mellifere esclusive tra le 

quali se ne evidenziano alcune addirittura rare, quali la marasca carsica, la barena veneziana, l’elicriso lucchese-pisano, il carrubo ibleo. Un vero e proprio paniere esclusivo e inimitabile dei mieli “tradizionali” del territorio italiano, censiti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali in collaborazione con Regioni e Province Autonome ai sensi del decreto 17 giugno 2015 che aggiorna l’elenco dei prodotti agroalimentari giunto alla sua quindicesima edizione. Il MIPAAF, stando alla normativa vigente che stabilisce le sue competenze in materia, oltre a curare la pubblicazione annuale dell’elenco, ne promuove la conoscenza a livello nazionale ed estero. Da non trascurare che nella banca dati dei PAT sono anche presenti altri prodotti tradizionali a base di miele: l’Abruzzo vanta una “Salsiccia di fegato con miele”, la Calabria “Miele di fichi”, “Pane al miele di Certeto” e “Pignolata al miele”, la Campania “Fichi secchi con miele”. E’ uscito invece dalla lista il Miele Vergine Integrale che fino a qualche anno fa l’Emilia-Romagna ancora difendeva come propria produzione tradizionale, nonostante la legislazione vigente avesse definitivamente soppresso la possibilità d’impiego di tale dizione merceologica. La FAI – Federazione Apicoltori Italiani – che apprezza l’operato di quelle amministrazioni che hanno finora tenuta viva l’attenzione sui prodotti apistici e sul miele della nostra tradizione - fa appello alle istituzioni competenti affinché la lista venga ulteriormente arricchita ed estesa a quelle regioni o province autonome che non hanno ritenuto opportuno inserire nella propria lista le produzioni apistiche, vedi tra queste la Provincia Autonoma di Bolzano, la Regione Umbria e la Regione Puglia, o che fanno impiego di ingredienti apistici -  che sono state ingiustamente trascurate in questa quindicesima edizione del nostro patrimonio delle eccellenze agroalimentari. La totalità dei “Prodotti Agroalimentari Tradizionali”, vanta la bellezza di 4881 specialità le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo. In particolare, devono risultare praticate sul territorio di riferimento in maniera omogenea secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai 25 anni.

Leggi il decreto con l’elenco dei Mieli “PAT” 2015.


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