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Aethina tumida: 7 mesi di ispezioni negative, indennizzi Zero! Stampa E-mail
Sette mesi senza Aethina tumida e le ispezioni, per il momento, continuano a dare esito negativo: il Piccolo Coleottero dell’Alveare in Calabria non si è più visto. E’ il quadro emerso in questi giorni a seguito dell’ispezione diretta disposta dal Centro di Referenza Nazionale per le Malattie delle Api, che dovrà ora render conto al Ministero della Salute italiano e alle Autorità sanitarie europee. I controlli sono stati condotti su diverse centinaia

di alveari, sia nella cosiddetta “zona di sorveglianza”, sia nella più ristretta “zona di protezione”; il territorio interessato all’attività ispettiva è quello della provincia di Reggio Calabria e della confinante provincia di Vibo Valentia. L’attività ispettiva, volta a verificare i dati finora raccolti dalle Aziende sanitarie locali, che per mesi hanno firmato verbali con esito negativo alla presenza del parassita, è stata condotta sul posto e personalmente dal Direttore del Centro di Referenza, il Dr. Franco Mutinelli, che si è avvalso della collaborazione dei Medici della Sanità Pubblica Veterinaria e degli Apicoltori proprietari degli apiari sopravvissuti alla dura campagna di roghi condotta all’interno della “zona rossa”, l’epicentro in cui più virulenta si era manifestata la presenza di Aethina tumida. L’ultimo ritrovamento di alveari infestati risale dunque al 23 Dicembre 2014. In questi ultimi mesi, soprattutto nel periodo che va da Febbraio a Maggio 2015, gli apicoltori hanno rivoltato gli alveari decine di volte per le normali operazioni di allevamento e non hanno mai riscontrato né sospettato la presenza del pericoloso parassita. Occorre comunque esser cauti e non si può parlare di eradicazione riuscita; il dato certo è che il contenimento alla diffusione del coleottero c’è stato eccome: nella piana di Gioia Tauro, anche se in modo non omogeneo, si è prodotto miele e di buona qualità. Gli apicoltori stanno riacquistando fiducia nel futuro della loro attività, in particolare per la produzione di miele, e ricominciano a programmare le attività per i prossimi raccolti, come se l’Aethina da queste parti non fosse mai arrivata. Ora occorrerebbe la prosecuzione di un grande sforzo di vigilanza che solo gli apicoltori potrebbero portare avanti con efficacia, se non fosse che sono proprio loro a non credere più nell’Autorità sanitaria locale, in quella regionale e in quella nazionale: si sono autodenunciati, hanno collaborato fino a distruggere i propri alveari, hanno atteso dinanzi a promesse ripetute quanto generiche e non hanno ancora visto un euro degli indennizzi messi a disposizione da una legge dello Stato italiano. Cosa per la quale nessuno ormai, salvo i diretti interessati, protesta. Una vergogna per l’Italia e un’offesa a quel principio di legalità che in apicoltura è stato e continua a essere ogni giorno calpestato nella più generale indifferenza.



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