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Aethina tumida: l’Europa chiede altri Sei mesi di Sorveglianza Stampa E-mail
Lo scorso mese di dicembre l’Unione Europea aveva emanato la “Decisione di Esecuzione della Commissione del 12 dicembre 2014 relativa ad alcune misure di protezione a seguito della presenza confermata del Piccolo Scarabeo dell’Alveare in Italia”, n. 2014/909/UE. Un provvedimento attraverso il quale la Commissione Europea chiamava l’Italia all’adozione di misure di protezione che impedissero la diffusione del

Piccolo Scarabeo dell’Alveare in altre parti del territorio comunitario. Oggi quella Decisione, i cui termini erano scaduti lo scorso 31 Maggio, viene confermata e prorogata fino al 30 Novembre 2015. A stabilirlo è la nuova Decisione di Esecuzione n. 838/2015 della Commissione Europea che richiede all’Italia il mantenimento delle misure di protezione contro Aethina tumida, visto che la sorveglianza in atto e la situazione epidemiologica non sono state ancora completate e definite. Resta quindi in essere l’istituzione delle due zone di protezione su tutta la Regione Calabria e Regione Sicilia, il divieto di movimentazione di api mellifere, calabroni, sottoprodotti apistici non trasformati, attrezzature apistiche, miele in favo da queste due zone verso altre zone dell’Unione Europea. L’Italia dovrebbe altresì garantire l’identificazione e il controllo degli spostamenti dei prodotti apistici “da e verso" gli apiari e gli stabilimenti di produzione situati nel raggio di 20 km dagli alveari in cui è stata confermata la presenta del parassita. Tale Decisione in sostanza reca un blocco sugli scambi, di natura commerciale e non, in partenza da Calabria e Sicilia e destinati verso altre zone dell’Unione Europea. Il blocco, occorre ricordarlo, riguarda le api mellifere e i calabroni, i sottoprodotti apistici non trasformati (miele, cera d’api, pappa reale, propoli, polline, laddove non destinati al consumo umano ma destinati esclusivamente ad usi in apicoltura), le attrezzature apistiche (materiale usato, alveari e parti di alveari, utensili per l’apicoltura). L’unico prodotto alimentare apistico, pertanto, per il quale ancora vige il sistema di protezione, è il miele in favo destinato al consumo umano. Atto dovuto, quello adottato a Bruxelles, visto che secondo le Autorità sanitarie europee il mancato avvistamento del parassita, da dicembre a oggi, non basta a considerare la situazione stabilizzata e il pericolo scongiurato.
 



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