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Aethina tumida: Regione Calabria latitante sugli Indennizzi Stampa E-mail
Ancora nessun indennizzo agli Apicoltori che hanno assicurato piena collaborazione alle Autorità sanitarie regionali, nazionali ed europee a sette mesi dalla distruzione totale dei propri alveari. Un trattamento inaccettabile che mortifica le persone oneste che si sono sottoposte, senza alcuna esitazione, ad onorare passo dopo passo il percorso della legalità in apicoltura nel tentativo di contenimento o eradicazione del parassita. Era dunque doveroso un intervento affinché gli Apicoltori colpiti
dal parassita, ricevessero i necessari chiarimenti sul perché dei mancati indennizzi previsti. Il Presidente di FAI Nazionale Raffaele Cirone, facendo proprie le istanze rappresentate da FAI-Calabria, ha inviato al Ministero della Salute una lettera di protesta con la quale vengono rappresentate le comprensibili ragioni che sono all’origine del malcontento che pervade la comunità apistica calabrese. “La FAI si trova impossibilitata – scrive il presidente Cirone - nel fornire ai propri associati elementi utili a spiegare non solo i motivi all’origine di tali ritardi, ma soprattutto elementi certi sulle reali tempistiche previste per il superamento di questa deplorevole situazione”. In attesa dei necessari chiarimenti ufficiali, occorre ricordare che su istanza della FAI, il Ministero della Salute aveva provveduto alla tempestiva adozione e pubblicazione del Decreto 19 novembre 2014 recante “Misure straordinarie di eradicazione ed indennizzo conseguente all'infestazione da Aethina tumida” a firma del Direttore Generale della Sanità Animale e Farmaci Veterinari del Ministero della Salute, Dr. Silvio Borrello. Da allora ad oggi se ne sono sentite di tutti i colori, mai in forma ufficiale e con il consueto rimbalzo di responsabilità tra i vari soggetti competenti: il dispositivo degli indennizzi a coloro che abbattono capi zootecnici a seguito di un’emergenza sanitaria, dovrebbe infatti avvalersi di un fondo economico di competenza regionale (in questo caso della Regione Calabria), dal quale attingere per rimborsare entro 60 giorni gli allevatori che ne hanno titolo. Sta di fatto che la Regione Calabria sembra non esser stata in grado di assicurare tale disponibilità finanziaria (si parla di circa 1,3 milioni di Euro) e che, tra un rinvio e l’altro, la questione sia tornata sul tavolo del Ministero della Salute il quale, nell’intento di superare tale ostacolo amministrativo, avrebbe a sua volta dovuto attivare una procedura straordinaria per l’anticipazione diretta delle somme necessarie dal Ministero dell’Economia e delle Finanze alla Regione Calabria. Sforzo meritorio che non ha tuttavia trovato, a sette mesi di distanza dall’intervento distruttivo operato nella “zona rossa” in cui si concentrava l’infestazione di Aethina tumida, uno sbocco concreto per andare incontro ai sacrosanti diritti degli Apicoltori calabresi colpiti da tale calamità. Latitante dunque, duole dirlo ma è questo il dato, è la Regione Calabria, che non è stata neanche in grado di formulare una comunicazione ufficiale ad utilità degli Apicoltori interessati, che a questo punto hanno ben ragione di sentirsi presi in giro dal comportamento deplorevole di questa Pubblica Amministrazione. La speranza è ora riposta tutta nel Ministero della Salute.




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