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32° Apimell: Coordinamento interministeriale su Vespa Velutina Stampa E-mail
Sul tema Vespa velutina manca ancora in Italia un referente istituzionale che si faccia carico della necessaria opera di coordinamento tra Ministeri competenti, mondo apistico ed Enti di Ricerca: un’operazione forse più complessa a dirsi che a farsi e non è da escludere che sia proprio il Ministero della Salute a promuovere il necessario lavoro di raccordo che i relatori hanno prospettato in occasione del Convegno nazionale organizzato dalla FAI

nell’ambito del 32° Apimell di Piacenza. A raccogliere l’istanza, in presa diretta durante i lavori e il contestuale dibattito con il folto pubblico presente, Luigi Ruocco, Dirigente della Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari del Ministero della Salute (nella foto). “L’argomento Vespa velutina è ritornato spesso nelle stanze del Ministero – ha detto il dottor Ruocco -, ma ci è sempre stato detto che non era di nostra competenza perché non si tratta di una malattia animale ma di una specie aliena, invasiva e nociva, rispetto alla quale sembrerebbero altri i ministeri competenti e di diretto riferimento, quali l’Ambiente e l’Agricoltura”. Il rappresentante ministeriale, tuttavia, non ha trascurato l’ipotesi che si possa presto far chiarezza su questo punto: “Non è da escludere che il Ministero della Salute – ha aggiunto Luigi Ruocco - possa avviare un’azione di sollecitazione, in questo senso, anche in considerazione delle questioni che abbiamo appena sentito dai relatori, ad esempio a proposito del problema dei prodotti chimici da autorizzare in deroga per la necessaria opera di distruzione dei nidi del calabrone asiatico”. Da evitare, invece, ogni ulteriore approfondimento a proposito del tema “esche avvelenate”, che per quanto facilmente praticabile, non troverebbe altrettanto semplice inquadramento viste la legislazione vigente che di fatto vieta tale pratica e non solo per il contrasto ad un predatore delle api, ma anche per altre strategie di lotta a specie aliene presenti in Italia. “Al di là delle competenze ministeriali – ha però concluso Ruocco, sempre parlando in rappresentanza del Ministero della Salute - il minimo che si potrebbe fare è concertare con il Ministero dell’Agricoltura dei protocolli per validare le buone pratiche cui gli apicoltori volontari debbono attenersi nell’ambito della campagna di eradicazione e lotta che è stata messa in atto in Liguria, altrimenti le persone che stanno combattendo da sole rischiano di ritrovarsi allo sbando e il volontariato finirebbe per essere mortificato invece che incentivato”. In conclusione dello spazio che il Convegno FAI ha dedicato al tema di Vespa velutina, è dunque emerso chiaramente che a volte non serve una norma specifica per affrontare un problema: per agevolare la campagna di lotta al calabrone asiatico basterebbe una lettera circolare che dia un orientamento di base agli operatori mettendoli da subito in condizione di seguire un binario concordato con le Istituzione e nell’attesa che si pongano in essere i necessari piani di intervento, sia legislativo (ad esempio per la commisurazione degli indennizzi), sia scientifico (per l’avvio di un programma nazionale condiviso a tutti i livelli di competenza, nazionale e regionale).

4. Continua…

© Foto: Stefano Dal Colle


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