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Aethina tumida: scatta il Piano di Sorveglianza nazionale Stampa E-mail
Le Regioni e le Province Autonome in cui non è ancora stata rilevata la presenza di Aethina tumida (tutte, eccezion fatta per Calabria e Sicilia) dovranno mettere in atto il Piano di Sorveglianza che il Ministero della Salute ha concordato con il Centro di referenza nazionale per le malattie delle api. E’ quanto emerge dalla nota che in data odierna (19 marzo 2015) il Ministero della Salute ha trasmesso agli Assessorati alla Sanità e

ai Servizi Veterinari di tutte le Regioni e Province Autonome italiane evidenziando l’opportunità di continuare e intensificare l’attività di sorveglianza con l’obbiettivo di raccogliere in maniera costante dati aggiornati sulla evoluzione della situazione epidemiologica in Italia, anche per valutare l’efficacia della strategia di lotta ad Aethina tumida finora adottata e quindi preservare i territori non colpiti dalla infestazione. Il piano di sorveglianza prevede controlli clinici condotti su apiari stanziali, da individuarsi in modalità “random”, e in controlli clinici condotti su apiari selezionati sulla base del rischio, adottando i seguenti criteri: a) apiari che hanno effettuato attività di nomadismo fuori Regione o Provincia autonoma; b) apiari che ricevono materiale biologico (api regine, pacchi d’ape, ecc.) da altre Regioni e Province autonome; c) apiari ritenuti a rischio in funzione di altri criteri territoriali o produttivi. In particolare, per quanto riguarda gli apiari stanziali, il Ministero indica la consistenza dei controlli da effettuare secondo una tabella che divide l’Italia in tre macro aree – Nord, Centro e Sud – per un totale di 493 ispezioni così ripartite: 160 al Nord Italia (di cui 10 in Valle d’Aosta, 33 in Piemonte, 42 in Lombardia, 10 in Liguria e Friuli Venezia Giulia, 12 nella Provincia Autonoma di Bolzano, 10 nella Provincia Autonoma di Trento, 33 in Emilia Romagna); 170 sono inoltre le ispezioni da effettuarsi nel Centro Italia (di cui 21 nelle Marche, 52 in Toscana, 18 in Umbria, 44 nel Lazio, 25 in Abruzzo, 10 in Molise); 163, infine, sono le ispezioni richieste per il Sud Italia (di cui 49 in Campania, 48 in Basilicata, 14 in Puglia, 52 in Sardegna). A sorprendere, da un lato l’esclusione della Regione Veneto, assente dalla lista, dall’altro la ridotta consistenza dei controlli assegnati alla Regione Puglia che viene equiparata alle Regioni più piccole (Valle d’Aosta, Liguria, Molise) e alle Province Autonome (Bolzano e Trento), ma non si capisce in base a quale particolare valutazione visto che si tratta di un territorio ad alto rischio di propagazione di Aethina tumida. In ogni caso di sospetta infestazione, comunque, il Ministero richiede che i campioni prelevati vengano riconosciuti e confermati dai competenti Laboratori di referenza (nazionale ed europeo), il sequestro dell’intero apiario e di ogni altro materiale ritenuto a rischio di infestazione, il successivo controllo dei materiali apistici presenti nel magazzino o nei locali di smelatura, compresi i melari, al fine di individuare l’eventuale presenza di uova, larve o adulti di Aethina tumida.

Leggi la Circolare del Ministero della Salute
Leggi l’Allegato con le Modalità di attuazione del Piano di sorveglianza

© Foto Stefano Dal Colle


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