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Varroa: Ministero Salute, Acidi organici venduti Illegalmente Stampa E-mail
La vendita da parte di esercizi commerciali e la somministrazione di sostanze farmacologicamente attive, quali il timolo, l’acido formico e l’acido ossalico per la terapia della varroatosi delle api, sono pratiche vietate che rappresentano una grave inosservanza della normativa e possono comportare ripercussioni negative in materia di sicurezza alimentare. E’ quanto ribadisce il Ministero della Salute, con la circolare n. 0006594 del 16 marzo 2015, a seguito di

segnalazioni sulle attività di vendita da parte di esercizi commerciali sparsi sul territorio nazionale. La nota ministeriale, che porta la firma del titolare della Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari, Dott. Silvio Borrello, è stata trasmessa in questi giorni alle Regioni e Province Autonome, al Comando Carabinieri Tutela della Salute, al Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura, alla FNOVI (la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari) e alle Associazioni nazionali di rappresentanza del mondo apistico, che vengono invitati a prestare la massima attenzione al fenomeno ed a segnalare ogni violazione alle competenti autorità che, a loro volta, il Ministero esorta ad applicare le previste sanzioni. Si tratta in effetti di un’annosa questione che in passato è stata oggetto di accesi dibattiti visto l’impiego che per lunghi anni si è fatto in Italia di acidi organici e altri formulati chimici impiegati per i trattamenti acaricidi contro la varroa, come del resto accade in quasi tutti gli altri Paesi dell’Unione europea che, pur sottostando alla nostra stessa normativa, hanno finora chiuso un occhio sulla pratica comunemente diffusa presso il mondo apistico. Il percorso di normalizzazione, avviato in Italia con l’autorizzazione all’immissione in commercio di un formulato a base di acido ossalico espressamente autorizzato per la lotta alla varroasi, va ora via via concludendosi vista l’entrata in commercio di analoghi formulati, anche questi ufficialmente autorizzati, a base di timolo e acido formico. In poche parole, sembra dire il Ministero della Salute, è finita l’epoca della libera vendita e dell’uso indiscriminato di formulati non espressamente autorizzati per l’impiego in apicoltura. In effetti, la normativa vigente parla chiaro e il Ministero ha ritenuto opportuno ricordarlo: “è vietato somministrare agli animali sia sostanze farmacologicamente attive, se non in forma di medicinali veterinari autorizzati ai sensi dell’art. 69 del decreto legislativo n. 193/2006, sia medicinali veterinari non autorizzati all’immissione in commercio ai sensi del decreto medesimo, salvo che si tratti delle sperimentazioni di cui all’articolo 12, comma 3, lettera j)”. Di rilievox il fatto che sulla materia, oltre a sensibilizzare le Organizzazioni nazionali della categoria apistica, il Ministero della Salute abbia allertato anche il Comando Carabinieri Tutela della Salute (NAS) cui è demandata la competenza del controllo e della repressione di tale pratica irregolare che, occorre ricordarlo, vede equiparata la responsabilità dei venditori a quella degli acquirenti e utilizzatori finali dei prodotti ad azione acaricida.



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