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Aethina tumida: intervista di Focus con Cirone, presidente FAI Stampa E-mail
«Aethina tumida, il coleottero di origine sudafricana parassita delle api, è entrato in Italia violando il meccanismo di difesa messo in campo dall'Unione Europea per proteggere gli impollinatori nostrani», un fatto grave che rischia di essere minimizzato per coprire le altrettanto gravi responsabilità di chi ha operato un traffico illegale di api in barba alla legislazione vigente, ai controlli sanitari e alle più comuni buone

pratiche apistiche. E’ il punto di vista che emerge dall’approfondimento tematico della edizione online di Focus, il noto mensile di divulgazione scientifica, che ha pubblicato in questi giorni un’intervista con Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani, curata dalla giornalista scientifica Elisabetta Intini. «Il parassita porta le famiglie delle api al collasso – ha dichiarato Cirone a Focus - distruggendo il 25-30% del patrimonio apistico, effetti che andranno a sommarsi ad una situazione già critica per l'apicoltura italiana ed europea, gravate entrambi dalla Sindrome da Spopolamento degli Alveari e da altri parassiti come l'acaro Varroa». Aethina tumida, diversamente da chi ne minimizza la capacità distruttiva dei nostri alveari paragonandola ad un fattore di stress delle api, è un parassita che si eradica solo mediante l'abbattimento e la distruzione degli alveari infestati. Un sacrificio enorme per chi vive di questa attività, ma che andava fatto per evitare che il coleottero si diffondesse su tutto il territorio nazionale ed europeo. «Non si è trattato di fare terra bruciata dell'intero patrimonio - ha chiarito Cirone a Focus – visto che nella zona rossa, quella entro la quale sono stati rintracciati gli alveari infestati,  sono stati distrutti circa 3300 alveari sugli 11-12mila presenti». «Chi sta reclamando l'endemicità del parassita, dunque, non chiede altro che sottrarsi all'applicazione delle misure sanitarie vigenti, scaricando così i danni sulla totalità degli allevatori di api - chiarisce ancora Cirone – che non crede assolutamente nello scenario roseo, quanto falsato, della convivenza con il parassita sudafricano. «Bisogna pensare all'interesse comune – è l’appello che il presidente della FAI lancia attraverso le pagine di Focus - prima che sia troppo tardi, e la diffusione del parassita su scala nazionale assuma dimensioni catastrofiche. Il valore di 1,5 milioni di Euro, finora calcolato come il danno subito dagli Apicoltori che hanno distrutto i propri alveari, è nulla se raffrontato ai 50 milioni di Euro/anno che l’intero comparto apistico subirà a seguito della perdita di alveari, api regine, mancata produzione di miele e blocco delle esportazioni. Per non parlare del danno smisurato che si troverà a sopportare l’apicoltura europea, nel caso in cui Aethina tumida dilagasse, un danno stimato in almeno 500 milioni di Euro l’anno».


© Foto: per gentile concessione di Focus/Bram Cornelissen/Flickr



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