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Volta Pagina: Furti di alveari, c’è sotto un’Apicoltura malata Stampa E-mail
Ladri di api, furti di alveari. Sarà perché la crisi induce a farsi sempre meno scrupoli, pur di sbarcare il lunario, sarà perché le morìe incrementano gli appetiti di chi è avvezzo al malaffare, sta di fatto che il fenomeno è ormai allarmante. Interi apiari scompaiono per poi riapparire altrove come famiglie in produzione e riciclate, con facili profitti, in un vero e proprio mercato nero che insidia la nostra apicoltura. Perché chi perde un apiario non subisce solo un danno materiale, ma

viene privato di una fonte di reddito che sarà difficile rimpiazzare. La vicenda recente, dell’Apicoltore trevigiano nostro Socio, porta alla ribalta un fenomeno che sa di criminalità e che deve essere contrastato con idonei strumenti: tra questi l’Anagrafe delle Api, che una volta completato il censimento, offrirà a noi per primi e alle Autorità competenti, il mezzo per capire dove sono, da dove vengono e dove vanno gli alveari. Un diritto-dovere che sta a noi esercitare perché prevalga, anche in apicoltura, l’Italia degli onesti e non quella dei furbi.

Raffaele Cirone
Presidente FAI-Federazione Apicoltori Italiani


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