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Furto alveari: Mobilitazione pubblica, Refurtiva abbandonata Stampa E-mail
Quando si dice “un bottino che scotta”. Tutto è iniziato il giorno di San Valentino (14 Febbraio 2015), quando la stampa locale ha dato notizia di un colpo che la notte precedente i ladri avevano portato a segno nelle campagne di Paese, in provincia di Treviso. E’ lì che al malcapitato Apicoltore, Vittorio Vincenzi, un pensionato iscritto all’APAT -Apicoltori in Veneto– Associata FAI, i malfattori hanno sottratto un intero apiario. Immediata la denuncia, da parte dell’Apicoltore al

locale Comando Stazione dell’Arma dei Carabinieri che ha avviato le indagini. La notizia, nel frattempo, ha destato l’attenzione della giornalista Giusi Fasano, del Corriere della Sera, che ha avuto la perizia di approfondire la vicenda, dandone il dovuto risalto sulle pagine del noto quotidiano nazionale e pubblicando sul tema dei furti destinati al mercato nero degli sciami un ampio servizio di denuncia apparso domenica 15 Febbraio. Sono poi seguiti i servizi di alcune reti televisive nazionali che hanno ulteriormente amplificato e diffuso il grave fatto accaduto. Infine la svolta: al mattino del 18 Febbraio qualcuno ha segnalato all’Apicoltore il ritrovamento di quasi tutto il maltolto. La refurtiva era stata abbandonata, presumibilmente nottetempo, a circa due chilometri, in linea d’aria, dal luogo in cui era avvenuto il furto. Dall’insieme del materiale rubato - 24 alveari e 6 arnie vuote - mancano tre degli alveari che l’Apicoltore considerava i più forti e pronti per entrare in produzione e le 6 arnie vuote. Il restante materiale è stato ritrovato accatastato alla rinfusa, con gli alveari rovesciati e in parte aperti, al cui interno ancora sopravvivevano a stento alcune delle famiglie di api ormai spossate da tale incauto trattamento e per gran parte già morte. E’ intuibile che i ladri, intimoriti dalla risonanza anche nazionale che ha avuto il fatto, non abbiano fatto in tempo a piazzare la merce e ad operare un trasferimento sulla lunga distanza. Quindi la scelta di disfarsi frettolosamente di quanto rubato, introducendosi con un furgone in una strada interpoderale, in un luogo scarsamente frequentato, dove hanno abbandonato quanto ancora in loro possesso. Il locale Comando Stazione dei Carabinieri, che aveva raccolto la denuncia, è stato immediatamente informato dell’accaduto. E’ una storia che, seppure non esattamente a lieto fine, raccontiamo volentieri per testimoniare l’intensificarsi di un fenomeno che ancora prosegue, in questi giorni, con segnalazioni continue che ci giungono da diverse altre Regioni italiane, ultime tra queste la Puglia e la stessa Calabria, dove pure sono state denunciate sottrazioni indebite di alveari. Un reato, quello dell’abigeato (furto di bestiame e altri capi zootecnici), che il nostro Codice Penale considera come aggravante del furto e punisce con la reclusione da uno a sei anni.

© Foto Vittorio Vincenzi

Leggi l’articolo del Corriere della Sera


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