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Cambiamenti climatici: Mandorlo, un miele in via di Estinzione Stampa E-mail
La fioritura del mandorlo ha rappresentato da sempre, in Sicilia, il risveglio della natura dopo la pausa invernale. Anche in apicoltura la fioritura del mandorlo ha segnato in passato, per l’apicoltura della Sicilia Sud-Occidentale, l’inizio della stagione produttiva. Ormai però non è più così: i cambiamenti climatici, ma anche sociali ed economici, intrecciandosi tra loro hanno traslato il valore del fenomeno da produttivo a simbolico. Nelle provincie

limitrofe di Trapani ed Agrigento, ad esempio, fin dai tempi più antichi, i terreni marginali, rocciosi e non arabili tipicamente in zone collinari o pedemontane, sono stati da sempre destinati alla coltivazione consociata di mandorlo, carrubo e ulivo. Queste piante, caratterizzate dalla scarsa esigenza idrica e dall’elevata capacità di penetrazione radicale, venivano collocate in modo casuale, cosiddetto “a provino”, sfruttando le minuscole radure di terreno affiorante tra le rocce. Con il passare degli anni queste aree sono state via via tralasciate a causa dell’emigrazione e degli elevati costi di coltivazione. I terreni abbandonati sono stati devastati dalla piaga degli incendi e, in quelli risparmiati, le piante sono state utilizzate come fonte di legna da ardere. Tutto ciò ha impoverito il territorio collinare e pedemontano, dove sopravvivevano minuscole aree relitte di mandorli. I cambiamenti climatici, infine, hanno reso sempre più evidente il fenomeno della deriva stagionale del mandorlo le cui piante, sotto lo stimolo delle ore di luce sarebbero pronte a fiorire, ma la temperatura troppo bassa ne impedisce o ritarda la fioritura che esplode improvvisamente non appena la temperatura si innalza, anche per un brevissimo intervallo di uno o due giorni, come sta avvenendo in questo mese di Febbraio 2015. Purtroppo però il bocciolo fiorale, anche se non espresso completamente, invecchia “nella culla”: si riduce il tempo della fioritura vera e propria e quindi il vantaggio per le api. Per tutti questi motivi, la fioritura del mandorlo ha perso via via il suo significato apistico almeno nelle provincie citate e il miele pregiato, che un tempo arricchiva il paniere dei monoflora italiani più pregiati, è ormai un prodotto sempre più raro e destinato ad una inesorabile estinzione.

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