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Aethina tumida: č in Gazzetta il Decreto per gli Indennizzi Stampa E-mail
Il Decreto che autorizza l’erogazione degli indennizzi per gli Apicoltori che hanno avuto distrutti i propri alveari, a seguito dell’infestazione di Aethina tumida, è finalmente una realtà. Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 19.12.2014: si tratta del Decreto 19 novembre 2014 che reca “Misure straordinarie di eradicazione ed indennizzo conseguente all'infestazione da Aethina tumida” e reca la firma del Direttore Generale della Sanità Animale e

dei Farmaci Veterinari del Ministero della Salute, Dr. Silvio Borrello. In realtà si tratta di un Decreto “ibrido” che nei tre succinti articoli di cui si compone, dispone e conferma le misure di eradicazione del parassita, oltre che dare indicazioni sul dispositivo di legge attraverso il quale potranno essere erogati gli indennizzi agli Apicoltori colpiti. Al riguardo, l’Articolo 2 del Decreto ministeriale stabilisce che “ai proprietari degli apiari, dei nuclei di api, di api regine e del materiale apistico distrutti nell'ambito dell'adozione delle misure di cui al presente dispositivo sono corrisposti gli indennizzi previsti dalla legge 2 giugno 1988 n. 218, secondo i criteri stabiliti nel decreto del Ministro della Sanità di concerto con il Ministro dell'Agricoltura  e  delle  Foreste  del  20 luglio 1989, n. 298, e ss. mm.”. In questo ultimo Decreto non sono dunque quantificati gli importi unitari degli indennizzi per ciascuna voce di distruzione: api, regina, arnia, favi di cera d’api e miele, altre attrezzature. La materia in effetti è disciplinata, ma ci troviamo di fronte ad una mancanza di precedenti: è la prima volta che scatta un provvedimento di indennizzo sanitario all’apicoltura. Alcune voci, inoltre, come ad esempio i nuclei, le regine e il miele, sono da tempo oggetto di periodico rilevamento da parte dell’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo) e quindi esistono quotazioni ufficiali, come quella riferita al valore di 80-120 Euro per un nucleo di api. Per molte altre voci, invece, a cominciare dalle famiglie intere di api e arnie, gli importi dovranno essere monitorati in base alla media degli attuali prezzi di mercato e le quotazioni dovranno essere fissate da un comitato appositamente costituito d’intesa con le Autorità sanitarie e con quelle agricole regionali. Ecco perché ognuno dei calcoli degli indennizzi agli Apicoltori colpiti sarà a se stante; di certo questi non saranno limitati ai 95 Euro ad alveare di cui da settimane si parla in giro e “a vanvera”: voci diffuse volutamente con il preciso intento di far apparire irrisoria e inutile la misura di compensazione destinata agli Apicoltori e, con questo, indurli a non denunciare la presenza del piccolo coleottero nei propri alveari. FAI Calabria, a tal proposito, ha chiesto ai propri associati di segnalare le fonti di queste notizie false, mentre si è già attivata per velocizzare e uniformare l’iter dei rimborsi e definire una istruttoria semplificata e rispettosa dei necessari computi su tutte le voci di indennizzo che gli Apicoltori hanno pieno diritto di vedersi riconosciute.




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