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Anagrafe Apistica: il MinSalute pubblica il Manuale Operativo Stampa E-mail
Ci sono voluti quasi cinque anni per il suo concepimento, ma alla fine il Manuale Operativo per la gestione dell’Anagrafe apistica nazionale ha visto la luce e avuto il crisma dell’ufficialità da ben due ministri: quello della Salute, Beatrice Lorenzin (nella foto), di concerto con quello delle Politiche Agricole, Maurizio Martina che hanno apposto le proprie firme al Decreto 11 Agosto 2014 “Approvazione del manuale operativo per la

gestione dell'anagrafe apistica nazionale, in attuazione dell'articolo 5 del decreto 4 dicembre 2009, recante: «Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale» pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 16 Dicembre 2014. Il Manuale Operativo rappresenta lo strumento di concreto avvio delle procedure previste dall’Anagrafe Apistica Nazionale alla quale tutti gli Apicoltori, proprietari e detentori di alveari, sono tenuti ad iscriversi. Gli altri soggetti che potranno avere accesso alla Banca dati nazionale che scaturirà da questo adempimento sono i Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, le Regioni e le Province Autonome, il Ministero della Salute, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, gli Organismi pagatori Agea Coordinamento e relativi Organismi pagatori regionali, gli addetti delle Associazioni apistiche e di categoria cui gli Apicoltori avranno assegnato specifica delega ad operare. Il sistema di Anagrafe assegnerà a ciascun iscritto un codice univoco identificativo dell’Apicoltore, valido su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla collocazione dei diversi apiari che potrebbero trovarsi sul territorio di competenza di differenti Servizi Veterinari. Diventa obbligatorio il cartello identificativo dell’Apicoltore iscritto all’Anagrafe nazionale, che dovrà essere uniformato per caratteristiche tecniche e contenuti su tutto il territorio italiano. Andranno inoltre rese note alla Banca Dati la tipologia dell’attività aziendale, le modalità dell’allevamento, la classificazione degli apiari detenuti, la specie e la sottospecie apistica allevata. Altro obbligo, infine, quello di comunicare lo stato di sospensione o di cessazione dell’attività apistica. Le Anagrafi già esistenti in ambito regionale dovranno far confluire i dati nell’Anagrafe nazionale.


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