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Aethina Tumida: riunita a Roma l’Unità Centrale di Crisi Stampa E-mail
Si è riunita l’11 Dicembre 2014, presso il Ministero della Salute, l’Unità centrale di Crisi sull’emergenza sanitaria Aethina tumida. Erano rappresentate le Istituzioni quali titolari del tavolo e le Associazioni apistiche quali uditori ammessi su indicazione del Ministero delle Politiche Agricole. La FAI era rappresentata dal Presidente nazionale, Raffaele Cirone e dal Presidente di FAI Calabria, Francesco Artese. Il tavolo era presieduto dal

Direttore Generale della  Sanità Animale, Dr. Silvio Borrello (nella foto), che ha aperto i lavori comunicando ufficialmente che il Decreto sugli indennizzi agli Apicoltori che hanno visto distrutti i propri alveari ha ricevuto il parere favorevole della Corte dei Conti ed è stato già passato alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il Ministero ha precisato al riguardo che gli Apicoltori colpiti dal parassita, che segnaleranno con ritardo la presenza di Aethina tumida nei propri alveari, perderanno il diritto a ogni beneficio e indennizzo. E’ stato inoltre precisato che ogni omessa o tardiva denuncia sulla presenza del parassita sarà segnalata alle competenti Procure della Repubblica. Il responsabile del Centro di Referenza Nazionale, Dr. Franco Mutinelli, è stato chiamato ad aggiornare il quadro sugli aspetti epidemiologici del parassita: ad oggi sono 59 i siti risultati positivi al parassita a fronte dei 909 apiari ispezionati e risultati negativi dopo i controlli sulle 5 province calabresi. Gli apiari risultati positivi interessano 16 Comuni della provincia di Reggio Calabria e 3 Comuni della Provincia di Vibo Valentia. In tutti i casi l’attività diagnostica ha evidenziato la presenza di 1-2, massimo 3, coleotteri adulti di Aethina tumida, mentre la presenza di larve è stata riscontrata in soli 4 casi. Per la Sicilia, pur non essendo ancora completo il quadro delle attività di monitoraggio in atto e risultando carente il flusso dei dati dalla Regione al Ministero, a fronte dell’unica segnalazione positiva (quella di Melilli, in provincia di Siracusa), risultano essere 198 gli apiari finora visitati e risultati negativi su tutte le province dell’Isola. Circa gli aspetti relativi al piano di sorveglianza e alle attività di monitoraggio, è stato precisato che la visita diretta agli alveari resta lo strumento fondamentale per una corretta diagnosi: le trappole sono di aiuto, ma non sostituiscono la valutazione clinica e al di sotto dei 20 °C la loro efficacia si riduce drasticamente visto il rallentamento del ciclo biologico delle api e dello stesso parassita. Il responsabile della Task Force veterinaria della Regione Calabria, Dr. Gianluca Grandinetti, ha confermato i dati del Centro di Referenza Nazionale, precisando che: a) tutto il personale sanitario è impegnato sul fronte apistico; b) nella provincia di Reggio Calabria l’attività finora svolta è stata incisiva e i dati lo dimostrano: gli apiari da controllare sono circa 350 nella sola “zona rossa” e alcuni di questi sono stati finora controllati per ben 7 volte; c) fino a quando ci sarà la collaborazione che finora c’è stata sarà possibile andare avanti velocemente, ma potrebbe essere utile rinforzare il numero delle squadre operative sul territorio se gli Apicoltori continueranno ad affiancare i Medici Veterinari della Sanità Pubblica; d) si registra, infine, in Calabria, nonostante gli espressi riferimenti nel Decreto regionale e i successivi solleciti, l’assenza sul territorio interessato all’emergenza delle Forze dell’Ordine ed in particolare del Corpo Forestale dello Stato. L’Unità di Crisi ha concluso e deciso, sulla base dei dati rilevati, che le attività finora svolte nel quadro dell’emergenza sanitaria sono da considerarsi ancora indirizzate all’eradicazione della patologia e che tale percorso resta confermato fino a eventuali nuovi sviluppi dovessero emergere nel corso della prossima primavera.

• Leggi la scheda di approfondimento sull’Unità di Crisi

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