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Convegno APAT 2: Aethina tumida, Artese chiarisce il Quadro Stampa E-mail
Francesco Artese, nella sua veste di presidente di FAI Calabria, è stato invitato come relatore al Convegno di SS. Angeli del Montello, in provincia di Treviso, ed ha fatto la sua parte con un intervento che ha fornito utili chiarimenti sulle operazioni messe in atto nella cosiddetta “zona rossa”, l’epicentro dell’infestazione di Aethina tumida in Calabria. “Una panoramica su cosa è successo davvero, un punto di vista dagli Apicoltori che hanno

vissuto in prima persona questa tragica esperienza”, Artese l’ha introdotta così la sua esposizione precisando già dalle prime battute che “tutti hanno capito da subito che senza la collaborazione degli Apicoltori e il concreto coinvolgimento delle loro Associazioni per favorire gli interventi in campo, con il rintraccio di tutti gli alveari infestati, non sarebbe stato altrimenti possibile”. Precisa Artese: “Ci è stato richiesto ufficialmente di collaborare e quando abbiamo deliberato la nostra posizione in Consiglio Direttivo di FAI Calabria il nostro spirito era quello di chi sapeva già che, pur non potendo salvare i propri alveari, perché infestati da Aethina tumida, guardava ad uno scopo superiore che era ed è tuttora quello di salvaguardare gli alveari al di fuori del territorio colpito”. E ancora, reso dallo slancio di dire come sono andate esattamente le cose, Artese prosegue: “Essendo FAI Calabria l’Associazione più presente sul territorio, ci siamo attivati dando la collaborazione ai Medici Veterinari, aprendo uno per uno gli alveari, osservando uno per uno tutti i favi, cercando di rintracciare ogni minima presenza del parassita. Un lavoro, il nostro, che ha consentito di velocizzare le operazioni, di fornire un quadro realistico sulla situazione in atto all’interno della zona di protezione, di raggiungere un risultato utile a tutti e non a un gruppo ristretto di persone. La speranza era che un tale sacrificio, con la distruzione dei nostri alveari, fosse di utilità a tutti i nostri colleghi: siamo stati invece ripagati da voci infondate, illazioni, informazioni spesso false e diffuse proprio da coloro che dalla distruzione dei nostri alveari hanno tratto il maggior giovamento”. Al di là di questo aspetto deplorevole, i dati ufficiali possono aiutarci ora a comprendere meglio come stanno davvero le cose. Nel Distretto di Taurianova (RC), sono attestati gran parte dei Comuni colpiti dall’infestazione: ben 30 territori all’interno dei quali sono stati visitati 213 apiari, tra questi 52 sono risultati positivi, con una percentuale del 24,40% di quelli visitati e risultati infestati da Aethina tumida. Sono stati visitati in tutto 11.794 alveari (al 3 dicembre 2014), abbattuti e distrutti 3.051 alveari considerando che di questi ben 1.300 sono risultati appartenere ad una sola azienda, ne restano quindi 1.751. Il rapporto tra alveari visitati e distrutti è stato dunque del 25,86%, una percentuale che stando alla letteratura è molto vicina al danno che Aethina tumida opera normalmente. Il numero delle aziende interessate al controllo è di 90 e il numero delle aziende positive alla presenza del parassita e che ha avuto qualche abbattimento è stato di 29. Per la provincia di Vibo Valentia, a nord di Reggio Calabria, sono stati visitati 128 apiari, di cui positivi 4, pari al 3% del totale di alveari positivi al parassita; gli alveari controllati sono stati 4.696 e quelli distrutti 242, di cui 220 appartenenti ad una sola azienda che deteneva 78 alveari e 152 nuclei di fecondazione. Gli altri 22 alveari erano in possesso di due distinti apicoltori. Questi dati, gli unici ufficiali e forniti dai Servizi Veterinari delle ASP di Reggio Calabria (Distretto di Taurianova), evidenziano inoltre che all’inizio di questa emergenza sanitaria nel comprensorio risultavano presenti in Banca Dati 30 aziende, di cui alla ulteriore verifica 10 sono risultate aver cessato l’attività. Il dato disponibile ora in questo stesso Distretto, dice che sono stati censiti ben 90 Apicoltori: non è vero dunque che si è fatta terra bruciata nella “zona rossa”, è vero semmai il contrario. “Questo dato - ha concluso Francesco Artese dinanzi al pubblico attento e solidale presente al Convegno APAT-Apicoltori in Veneto - sicuramente è venuto fuori grazie alla collaborazione dell’Associazione, altrimenti non sarebbe mai emerso. Emerge invece una realtà che certo riguarda non solo la Calabria, ma tutta Italia: nel quadro dell’emergenza sanitaria in atto, vista la necessità di una conoscenza particolareggiata degli alveari presenti sul territorio, abbiamo fortemente contribuito ad una possibile riuscita dell’azione di eradicazione ancora in atto e secondo gli obiettivi fissati dalle Autorità europee, nazionali e regionali”.

Seconda parte, continua…

© Foto Massimo Dal Colle/FAI Veneto
Francesco Artese, Presidente di FAI Calabria


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