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Convegno APAT: Aethina tumida, un Verbale nomina la Puglia Stampa E-mail
La patologia apistica con esplicito riferimento ad Aethina tumida e le buone pratiche apistiche per la nutrizione stimolante degli alveari sono stati i temi che hanno soddisfatto le attese dei tanti Apicoltori presenti all’annuale Convegno che l’APAT-Apicoltori in Veneto, in collaborazione con FAI Veneto, organizza annualmente a SS. Angeli del Montello in provincia di Treviso nella prima settimana di dicembre. Il presidente

APAT, Stefano Dal Colle, nell’aprire i lavori è stato chiaro sui propositi del convegno: “Si sono sentite negli ultimi tempi cose non vere, talvolta persino calunnie, sull’emergenza sanitaria in atto in Calabria e sull’operato della FAI. I Relatori presenti oggi ci aiuteranno a capire come stanno esattamente le cose”. A coordinare i lavori il presidente FAI, Raffaele Cirone, che ha intanto chiarito che “Vespa velutina, al pari di Aethina tumida, rappresenta un’emergenza nei confronti della quale i nostri colleghi liguri si stanno confrontando con impegno. Un’esperienza, la loro, che merita di essere messa a disposizione di tutte le Associazioni apistiche presenti sul territorio nazionale”. Tornando ad Aethina tumida, tuttavia, Cirone ha ricordato come siano stati intrapresi tentativi per rappresentare una realtà che reale non è, con una precisa volontà di denigrare l’operato della FAI. In realtà, “nel quadro di un’emergenza sanitaria come quella in atto abbiamo dato prova di grande serietà e di concreta capacità d’intervento. Rigettiamo quindi ai mittenti tutte le nefandezze che ci vengono indirizzate ad arte da chi è stato finora capace di produrre solo rumori di fondo”. A seguire, l’intervento di Franco Mutinelli, nella sua veste di responsabile del Centro di Referenza Nazionale per le Malattie delle Api del Ministero della Salute. Ad una panoramica sulle caratteristiche biologiche del parassita, al fine di consentire agli Apicoltori e ai Medici Veterinari presenti una migliore capacità di riconoscimento nel corso delle attività di monitoraggio, il relatore ha fatto una dettagliata rassegna sulle normative, nazionali e comunitarie vigenti. Alcuni flash: “Le trappole aiutano in fase di diagnosi, ha detto Mutinelli, ma non sostituiscono la necessità di un’indagine clinica operata all’interno degli alveari”; “ad oggi ci sono 59 segnalazioni, con 55 apiari infestati, la zona interessata è circoscritta all’interno della “zona di protezione” entro i 20 km dal primo ritrovamento”; “le misure adottate, in osservanza della normativa vigente, mirano al contenimento e all’eradicazione del parassita”; “la collaborazione con gli Apicoltori è stata grande ed ha consentito di fare una fotografia dettagliata della realtà territoriale e nel più breve tempo possibile”; “molti Stati europei stanno operando un rintraccio delle aziende straniere che hanno avuto contatti e scambi con la realtà apistica italiana”; “l’Unione Europea sta per emanare un provvedimento di blocco in uscita, da Calabria e Sicilia, di api, bombi, sottoprodotti apistici non destinati al consumo umano, materiale apistico usato e miele in favo, l’unico prodotto alimentare delle api che per ora è soggetto a divieto di movimentazione dai territori interessati”; infine, “il Centro di Referenza, sta effettuando le indagini genetiche necessarie a stabilire l’origine del parassita per capire se è americano, sudafricano o australiano e quindi per comprendere meglio anche la via di introduzione in Italia”. Il presidente FAI, al riguardo, ha informato i presenti di un particolare che finora non era mai stato reso pubblico: “E’ ufficialmente noto, alle Autorità competenti, come a noi, che uno degli Apicoltori ai quali l’Autorità sanitaria ha distrutto gli alveari, perché infestati da Aethina tumida, ha messo a verbale l’origine commerciale delle sue api che provenivano dalla Puglia”.

Prima parte, continua…

© Foto Massimo Dal Colle/FAI Veneto

Da sx: Pier Antonio Belletti, Stefano Dal Colle, Raffaele Cirone, Franco Mutinelli, Francesco Artese.


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