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Puglia: nuova Legge per l’Apicoltura, snobbate 313 e Ligustica Stampa E-mail
La Regione Puglia - a distanza di dieci anni dalla pubblicazione della Legge Quadro nazionale n. 313/2004 - ha approvato la legge regionale 14.11.2014, n. 45, recante “Norme per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile dell'apicoltura” pubblicata sul BURP n. 162 del 21 novembre 2014. Il provvedimento in oggetto contempla le seguenti finalità: a) riconoscere l’apicoltura come attività utile a garantire

l’impollinazione naturale; b) proteggere la biodiversità dell’ape domestica “Apis mellifera”, in particolare della sottospecie “Ligustica”; c) disciplinare la tutela e lo sviluppo sostenibile dell’allevamento delle api sul territorio regionale; d) valorizzare i prodotti dell’apicoltura; e) regolamentare l’uso dei prodotti fitosanitari durante il periodo della fioritura. Vengono fissate “Definizioni” non espressamente previste dalla legge n. 313/2004 per la Disciplina dell’Apicoltura, in alcuni casi introducendo fattori distintivi che si discostano dalla normativa quadro nazionale: vedasi al riguardo la definizione della figura dell’Apicoltore che viene letteralmente riformulata. Vengono fornite “Indicazioni generali” sulla classificazione di tutte le attività aziendali come attività primaria ai sensi del Reg. CE 852/2004, viene istituito un “Albo regionale degli organismi associativi” con obbligo di riconoscimento per le sole Associazioni che siano state costituite con atto notarile registrato e operanti sul territorio regionale, viene istituito un “Osservatorio Apistico Regionale” cui di fatto vengono demandate tutte le competenze in materia di programmazione e indirizzo dell’Amministrazione Regionale. La legge regionale pugliese, inoltre, introduce particolari modalità di “Identificazione degli apiari”, specifica taluni “Obblighi degli apicoltori”, tra i quali la tenuta del registro dei farmaci, contempla “Aspetti sanitari” tesi al controllo del rischio di diffusione delle patologie e “Limitazioni dell’uso di prodotti fitosanitari” tese a salvaguardare l’azione pronuba delle api. Particolare attenzione la nuova legge rivolge alla “Disciplina del nomadismo proveniente da altre regioni” e alla “Disciplina del nomadismo nell’ambito regionale”. In particolare, potranno essere utilizzati per il nomadismo solo alveari posti sotto controllo sanitario, dotati di attestazione che certifichi l’assenza di malattie infettive e diffusive, con una richiesta di autorizzazione preventiva che gli Apicoltori dovranno inviare quindici giorni prima, per la necessaria istruttoria, ai competenti Uffici della Regione Puglia. Risibili le sanzioni per il mancato rispetto di tale dispositivo che, ove non osservato, potrà essere sanato con sanzione amministrativa da minimo 50 a massimo 500 Euro. Circa infine gli orientamenti in materia di “Allevamento e selezione delle api regine” la legge pugliese parla genericamente di “salvaguardia di Apis mellifera” lasciando quindi agli operatori locali la massima libertà di allevamento di altre sottospecie diverse dalla “Ligustica”. Il nostro giudizio su questo provvedimento è nel suo insieme negativo, avendo la Regione Puglia mancato l’obiettivo primario di un corretto recepimento della Legge n. 313/2004, introdotto fattori restrittivi alla costituzione ed espressione dell’Associazionismo apistico, trascurato gli orientamenti nazionali in materia di tutela e salvaguardia dell’ape italiana, rifiutato di fare chiarezza in merito alla definizione di “famiglia” di api che diversi Associati FAI avevano richiesto ad evitare che si continui a confondere la voce “nuclei” su 5 favi destinati al commercio con le vere e proprie “famiglie" su 10/12 favi destinate alla produzione.

© Foto: Gianluca Di Giuseppe

• Leggi la Legge per l’Apicoltura della Regione Puglia



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