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Aethina tumida: Premiare chi sta collaborando a Contrastarla Stampa E-mail
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Sono passati due mesi dall’arrivo di Aethina Tumida in Calabria e da poco è stato segnalato un coleottero anche in Sicilia.
Si è manifestata intanto l’opinione che l’azione di contrasto sia inutile. Posizione fondata sul presupposto che il parassita sarebbe presente ovunque e che è molto più semplice arrendersi a quest’evidenza.
Il ragionamento seduce facilmente, ma
non regge: è ispirato ad un calcolo di convenienza economica, nasconde

un conflitto d’interesse con le restrizioni sanitarie in atto e invita a disattendere norme di legge.
Sul fronte opposto c’è un solo dovere: fare il possibile per evitare perdite ben \più gravi di patrimonio apistico. L’Italia, diversamente, correrebbe il rischio di essere il primo Stato europeo dichiarato infestato e possibile fonte di pandemia. E questa sì sarebbe una tragedia per tutta la filiera apistica nazionale.
Ecco perché l’autodenuncia dell’Apicoltore di Siracusa e il sacrificio degli Apicoltori calabresi che lo hanno preceduto sono atti d’altruismo che tutti dovremmo imitare in questo momento.

Raffaele Cirone
Presidente FAI-Federazione Apicoltori Italiani

© Foto: FAI/Stefano Dal Colle

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