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Aethina tumida: Regioni all’opera, la Sicilia prima tra Tutte Stampa E-mail
Catania, 31 Ottobre 2014. Cinquantasettesimo giorno dalla scoperta di Aethina tumida. Dopo l’annuncio della presenza del piccolo coleottero dell’alveare nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria, il Ministero della Salute ha immediatamente sollecitato tutte le Regioni italiane ad effettuare opera di rintraccio e controllo degli alveari considerati più a rischio. L’allarme è scattato, più percepito che altrove, in Sicilia che a ragione è

da considerarsi una delle regioni a maggior rischio di introduzione involontaria di Aethina tumida. Nella fascia orientale dell’Isola, che va da Messina a Ragusa, si registra infatti la più alta concentrazione di alveari, sia stanziali sia nomadi e in questa vasta area opera la maggior parte degli Apicoltori siciliani dediti al nomadismo, al di qua e al di là dello Stretto. Ecco perché i primi a muoversi sono stati i Medici Veterinari dell’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) di Catania, coordinati dal responsabile Dr. Francesco La Mancusa,  in  collaborazione con l’Associazione degli Apicoltori Catanesi, con sede a Zafferana Etnea. Anche qui si è intrapreso il percorso di una stretta collaborazione dando comunicazione a tutti gli Apicoltori della problematica in atto, invitandoli a comunicare con tempestività la localizzazione attuale delle proprie postazioni di alveari. L’ASP di Catania ha proceduto quindi ad attivare diversi incontri informativi e formativi di cui uno rivolto ai Medici Veterinari e gli altri due rivolti agli Apicoltori, incontri ai quali ha preso parte il Dr. Franco Mutinelli, del Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura presso il Ministero della Salute. Nel frattempo alcuni Veterinari dell’ASP di Catania hanno partecipato ad una giornata di visite in apiario in Calabria, affiancando i colleghi del posto, al fine di acquisire la massima esperienza di campo anche in fatto di diagnosi del parassita. Sono state censite, tra le 350 aziende registrate a Catania, tutte quelle che hanno effettuato transumanza in Calabria, sottoponendo gli alveari a visita clinica e avviando un capillare monitoraggio in collaborazione con gli Apicoltori che si sono spontaneamente dotati di trappole diagnostiche. Va segnalata, inoltre, la massima collaborazione degli Apicoltori presenti sul territorio ai quali le Autorità sanitarie hanno richiesto di fornire le informazioni necessarie a fare in modo che i non registrati si presentino ai Servizi Veterinari sottoponendo i propri alveari ai necessari controlli. Anche nella Sicilia Occidentale, sede del secondo polo apistico regionale, l’ASP di Palermo e l’Istituto Zooprofilattico della Sicilia hanno chiesto ed ottenuto la collaborazione delle Associazioni territoriali degli Apicoltori, per mettere in atto uno screening preventivo su tutti gli apiari regolarmente censiti. FAI Sicilia-Federazione Apicoltori Italiani, congiuntamente con l’Associazione Allevatori Ape Siciliana, si è fatta carico di allertare gli associati di tutte le Provincie esortandoli a collaborare con le Autorità sanitarie. Anche l’ASP di Palermo, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, si è attivata per informare gli Apicoltori e organizzare un monitoraggio preventivo. L’Assessorato Regionale alla Sanità, infine, ha sollecitato tutte le ASP della Sicilia ad attivarsi per una completa indagine sul territorio. Non è stato trascurato l’aspetto economico del problema: sappiamo tutti che la normativa, in una eventuale fase di eradicazione, prevede il sequestro e la distruzione degli alveari. In considerazione di ciò FAI Sicilia e Confagricoltura hanno già chiesto alla Regione di attivare procedure che prevedano, in caso di necessità, l’indennizzo per le eventuali distruzioni di alveari così come previsto dalla legge nazionale n. 218/88 e in linea con l’analoga richiesta inoltrata al Ministero della Salute dalle Organizzazioni Nazionali FAI e UNAAPI. Le indagini proseguono, non senza difficoltà, e abbiamo notizia dell’attivazione di altre ASP, compresa quella di Trapani. Gli esiti delle numerose visite ispettive, effettuate sugli alveari presenti in territorio siciliano, sono finora risultati tutti negativi alla presenza di Aethina Tumida.


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