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Aethina tumida: una Settimana senza Roghi, controlli Negativi Stampa E-mail
Calabria – Zona di Sorveglianza, 23 Ottobre 2014. Quarantottesimo giorno dalla scoperta di Aethina tumida. Niente più roghi, nessun altro abbattimento di alveari, è passata ormai una settimana dall’ultimo dei giorni tristi. Ora non muoiono più api. Eppure l’attività dei Medici Veterinari e degli Apicoltori prosegue, le ispezioni sono ancora in corso, il monitoraggio è attento e ininterrotto. Nella Zona Rossa (nei dieci chilometri di raggio dall’epicentro), lì dove tutti gli alveari infestati da

Aethina tumida sono andati distrutti, continuano i controlli soprattutto negli apiari che risultano ancora indenni. Nella Zona di Protezione (quella circoscritta dai venti chilometri di raggio dall’epicentro) e nella Zona di Sorveglianza (quella circoscritta dai cento chilometri di raggio dall’epicentro, praticamente l’intera Regione Calabria), l’opera di controllo delle squadre che le Aziende Sanitarie Provinciali hanno dispiegato sul territorio prosegue e ad oggi continuano ad arrivare solo risultati negativi. La mappa a disposizione delle Autorità sanitarie è contrassegnata da soli punti verdi. E’ finalmente disponibile l’aggiornamento più recente dei dati, frutto dell’enorme lavoro fin qui svolto dalla ASP di Reggio Calabria: 9.205 alveari censiti, 5.031 alveari controllati, 1.756 alveari distrutti, pari al 19% del patrimonio apistico presente e solo in parte danneggiato da Aethina tumida. Siamo ben al di sotto di quella che gli esperti americani considerano la perdita fisiologica di alveari – stimata nel 25% - quando il parassita viene classificato endemico e la convivenza diventa una scelta obbligata. Un bilancio, conti alla mano, che rende onore agli Apicoltori calabresi che dentro la Zona Rossa hanno sentito il dovere morale di fare tutto il possibile per portare a termine il primo e concreto tentativo di bloccare la diffusione del piccolo coleottero dell’alveare in tutta Italia, ovunque in Europa. Quando queste valutazioni erano ancora in corso è arrivato un fulmine a ciel sereno: sui social network corre la notizia data dalla nipote di un Apicoltore, con un messaggio che ha fatto rabbrividire chi sta monitorando anche le fonti di informazione. “Ciao a tutti, stamattina i veterinari hanno controllato l’apiario di mio nonno... In un paesino in provincia di Cosenza è stata riscontrata la presenza di Aethina tumida, la sentenza è stata: tutte le arnie al rogo. Ma possibile che non esista una soluzione alternativa... mi si stringe il cuore nel vedere mio nonno con gli occhi lucidi...”. Sono scattati immediatamente i controlli e l’Azienda Sanitaria di Cosenza, nel giro di poche ore, ha fatto sapere che è tutto falso e, poiché trattasi di emergenza sanitaria, le notizie destituite di fondamento verranno inoltrate al Prefetto e alla Polizia Postale per gli accertamenti del caso. Tornando alle cose serie, va reso merito invece a Paolo Parentela, Deputato del Movimento 5 Stelle, che nella seduta del 21 Ottobre alla Camera dei Deputati ha richiamato l’attenzione del Parlamento sul caso Aethina tumida e sui danni che questo parassita sta arrecando all’apicoltura. Un impegno a portare avanti una battaglia che non può che far piacere a tutti gli Apicoltori calabresi che stanno vivendo in questi giorni, con maggiore trepidazione di tutti gli altri, le vicende delle distruzioni in atto e del pericolo ancora incombente negli apiari indenni. Infine l’ultimo atto odierno, quello siglato congiuntamente dal Prof. Giuseppe Zimbalatti, Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, e dal Dr. Giovanni Aramini, Dirigente del Settore 3 (Sviluppo Rurale e Zootecnia), che hanno inviato una nota al Ministero della Salute per chiedere “l’immediato intervento finalizzato a ripristinare la pedissequa applicazione della norma”. Il richiamo è al Regolamento di Polizia Veterinaria (DPR 320/1954) che “in nessun caso prevede - scrivono i Dirigenti dell’Assessorato all’Agricoltura - la distruzione dell’intero apiario”. Per l’opera di contenimento di Aethina tumida, insomma, parrebbe sufficiente distruggere i soli alveari trovati positivi al parassita. Un’opinione che di certo sarà vagliata con attenzione dal Dr. Silvio Borrello, Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute.

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© Foto: FAI/Stefano Dal Colle



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