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Aethina tumida: E’ la volta della Disinfestazione dei Terreni Stampa E-mail
Zona Rossa (RC), 9 Ottobre 2014. Trentaquattresimo giorno dalla scoperta di Aethina tumida. Niente più roghi dentro l’epicentro, i fuochi sono ormai spenti, gli apiari con alveari infestati dal piccolo coleottero dell’alveare sono stati tutti distrutti. Oggi è la volta delle squadre addette alla bonifica dei terreni, così come prescritto dall’Ordinanza per la tutela del patrimonio apistico Regionale e Comunitario: in caso di

rilevamento di adulti o stadi larvali di Aethina tumida si dovrà provvedere alla distruzione dell’intero apiario e al contestuale trattamento del terreno circostante trattando con sostanze antilarvali a cura dell’Unità di disinfezione e disinfestazione delle ASP (Aziende Sanitarie Provinciali) competenti. Quella di Reggio Calabria i suoi addetti li ha dispiegati sul territorio a partire da questa mattina: arriva l’autocarro appositamente equipaggiato, gli specialisti predispongono il tutto in presenza di due Medici Veterinari e dell’Apicoltore che, con tutto rispetto, indica il da farsi agli altri quattro che operano una procedura inconsueta: l’intervento disinfestante in un allevamento apistico distrutto. Da queste parti non era mai accaduto prima, è la prima volta che si bonifica una postazione di alveari che ora risulta messa sotto sequestro a causa di una pericolosa parassitosi. Una volta tanto la chimica viene in aiuto delle api: lì dove c’era l’apiario ora c’è un cratere bruciato, il compressore porta in pressione il circuito, l’operatore indossa una tuta e una maschera di protezione, poi la lancia spara il getto di un piretroide in microemulsione acquosa per uso civile. Per la precisione si sta utilizzando la Deadyna®, nome commerciale di un insetticida larvicida, i cui principi attivi sono la Cipermetrina e la Tetrametrina. L’irrorazione è abbondante, protratta, estesa a oltre quattro metri tutto attorno al luogo dove gli alveari infestati sono un brutto ricordo che vorresti cancellare se non fosse che sei ancora un Apicoltore, dentro di te ancora lo sei, sebbene da qualche giorno ti manchi ciò che avevi di più caro: l’allevamento delle api, gli alveari, un intero apiario tirato su con passione, sacrificio e un non comune impegno professionale. Tempo mezz’ora e le operazioni di disinfestazione del terreno sono ultimate: i Veterinari e l’Apicoltore firmano un apposito modulo, l’autocarro riparte alla volta di un’altra postazione messa sotto sequestro. E’ un atto conclusivo e dunque necessario: se vi fossero larve di Aethina tumida da questo momento in poi non completeranno il loro ciclo e non andranno a infestare altri alveari. Domani i trattamenti proseguiranno, Medici Veterinari e Apicoltori ultimeranno insieme le bonifiche di tutti gli apiari incendiati e distrutti finora. Dentro e fuori l’epicentro, intanto, altri Veterinari e altri Apicoltori, vanno alla ricerca di nuovi apiari da ispezionare: stanno arrivando segnalazioni dall’esterno della zona rossa e persino da fuori Regione. Va via via emergendo il fenomeno dell’autodenuncia di chi dichiara il possesso e la presenza di alveari all’interno dell’epicentro e richiede il controllo ufficiale sull’eventuale presenza di Aethina tumida. I campionamenti di questi due ultimi giorni, intanto, non risultano ancora confermati dall’Istituto Zooprofilattico che pare sia stato altrimenti impegnato in un’attività di campionamento, effettuata a fini di ricerca, nei pressi di apiari infestati e non ancora distrutti. Gli Apicoltori interessati lamentano questo ritardo che considerano dannoso quanto inopportuno in un momento in cui le priorità dovrebbero essere altre: senza il riconoscimento ufficiale dello Zooprofilattico, infatti, l’apiario non viene posto sotto sequestro, l’ordinanza di distruzione non viene emanata, la disinfestazione del terreno viene posticipata con immaginabili rischi e conseguenze per tutti. La giornata è stata animata, infine, dal presunto ritrovamento di larve di Aethina tumida da parte di un Apicoltore di Cosenza che della questione aveva fatto in mattinata oggetto di discussione attraverso i social network. Un falso allarme o una bufala, per fortuna si trattava solo di larve di tarma della cera. Aethina tumida, per ora, resta ancora confinata all’interno della zona rossa.

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© Foto: FAI Calabria/Francesco Artese

Guarda la sequenza fotografica della prima disinfestazione del terreno circostante l’apiario colpito da Aethina tumida e distrutto mediante incendio.


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